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domenica 1 gennaio 2023

2022, L'anno in cui l'Occidente ha cancellato le donne


Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun significato, la sua definizione è stata riscritta per includere "un'adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita potrebbe essere stata definita di sesso diverso".

Questo è il paradosso degli ultimi 12 mesi: l'esistenza delle donne viene messa in discussione proprio nel luogo in cui l'emancipazione femminile è arrivata più lontano, mentre nei luoghi in cui le donne rimangono incatenate a nozioni medievali di onore e castità, il vero femminismo è più forte.

Perché dovremmo preoccuparci delle definizioni dei dizionari, quando tutti sanno cos'è una donna? Questa può sembrare una domanda giusta ...

domenica 18 luglio 2021

Cinque lezioni sul potere

Prima lezione sul potere 

La società può essere influenzata facilmente se viene promesso che lo stato farà di tutto per scacciare i brutti tempi. 

Lo stato crea i problemi piuttosto che risolverli, visto che una situazione di emergenza continua rappresenta nuovi poteri da prendere.

Seconda lezione sul potere 

La percezione del consenso crea un consenso legittimo. 

Quando le persone credono che i loro pari abbiano accettato un certo livello di tirannia, anche loro lo accetteranno in modo da non distinguersi o attirare l'attenzione su di sé. 

Le persone che cercano il potere devono solo creare l'illusione del consenso di massa

Anche quando la maggior parte delle persone è contraria, la percezione della conformità a volte può sopraffare la logica. 

Il controllo è solitamente ottenuto passivamente, senza forza ...

venerdì 10 luglio 2020

Più una società si allontana dalla verità più odierà quelli che la dicono, ci insegnò George Orwell

Nel 2017 sul magazine The New Yorker fu pubblicato un articolo di Jill Lepore, professoressa di storia americana dell’Università di Harvard, intitolato Un’età d’oro per la narrativa distopica.

La professoressa spiegava che i romanzi distopici nacquero in contrapposizione alla narrativa utopica: “Un’utopia è un paradiso, una distopia un paradiso perduto”, ha scritto Lepore per poi evidenziare quanto gli attuali scenari politici mondiali abbiano favorito la rinascita di questo genere, sia con la scrittura di nuovi romanzi, film e serie tv, che con la riscoperta dei grandi classici.

Un dato esemplificativo: nel primo mese dell’amministrazione di Donald Trump, durante il quale il suo staff faceva continuo riferimento ai “fatti alternativi”, il romanzo cult di George Orwell, 1984, registrò un record di vendite su Amazon.

È difficile non cogliere l’attualità delle opere di George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, e delle sue riflessioni su temi come la corruzione, il tradimento e più in generale gli orrori che può generare una società capitalista e individualista come quella in cui viviamo.

L’odierno scenario della politica e della società civile, italiana e di altre democrazie occidentali, può trovare sufficienti corrispondenze, e trarre insegnamenti, in quanto raccontato da Orwell nel romanzo breve La fattoria degli animali del 1945 ...