(N.d.C.: ho volontariamente evitato immagini molto più cruenti)
ANESTESIA PER IL PUBBLICO
Per essere più sicuri di poter continuare indisturbati le loro pratiche, i vivisezionisti si sono passati la parola d'ordine che occorre in prima linea combattere l'idea popolare che gli esperimenti procurano sofferenze agli animali; convincere l'opinione pubblicache le torture sono del tutto immaginarie, null'altro che fantasiose invenzioni di poche persone affette da una peculiare forma di pazzia o spinte da oscuri motivi.
Tale scopo è stato raggiunto in grado notevole, oltre che con la segretezza nella quale si svolgono gli esperimenti e l'omertà della categoria — che è assoluta, come in tutte le organizzazioni di persone che non si sentono a posto con la loro coscienza — anche con lo sbandieramento delle leggi sulla vivisezione, che suonano molto rassicuranti.
Ad esempio, la legge italiana stabilisce addirittura che «la vivisezione sui cani e sui gatti è normalmente vietata...». Eppure i vivisettori si servono in prima linea di cani e gatti, e possono farlo legalmente. Come mai? ...
