C’è chi gli confessa tutto, chi si sfoga dopo una giornata difficile, chi cerca anche solo una frase gentile.
Sempre più persone – soprattutto adolescenti – si confidano con ChatGPT e altri chatbot come se fossero veri terapeuti.
Nessuna preparazione universitaria, niente voce umana: solo uno schermo e parole digitali, disponibile 24 ore su 24, immediato e gratuito.
Ma possiamo affidarci a un’intelligenza artificiale quando siamo fragili?
A rispondere arrivano le prime ricerche scientifiche...

