Una volta che ci rendiamo conto di questo, dobbiamo anche accettare il fatto che bontà e cattiveria, apatia ed vitalità, creatività e conformismo, all’interno della stessa persona o come tratti dominanti di persone differenti, sono espressioni della natura umana che non possono essere modificate o abolite per decreto ma che devono essere tenute sempre in considerazione.
In presenza di questa situazione, sussistono tre punti importanti che devono essere sottolineati quando facciamo riferimento a dinamiche sociali e che dovrebbero essere fatti valere quando abbiamo a che fare con una organizzazione sociale:
A nessuno (e certamente non all’individuo violento, scroccone, apatico) dovrebbe essere consentito, da solo o in gruppo, di definire la realtà generale a cui tutti si devono adeguare. Sotto il dominio della massa (che chiamiamo democrazia) questo è purtroppo ciò che avviene; ed è questa una situazione che non può mai essere giustificata per quanto forte possa apparire il peso che sorregge tale imposizione (la volontà della maggioranza) o per quanto persuasivi siano le parole impiegate per farla accettare (solidarietà, uguaglianza, sicurezza, ecc.).
L’interrelazione ricca tra natura umana – esseri umani – esperienze umane richiede una organizzazione sociale caratterizzata da un meccanismo che consenta a questa complessità e varietà di esprimersi liberamente; questo significa la nascita e l’accettazione, l’una accanto all’altra, di società parallele basate su forme volontarie di associazione prodotte e scelte dagli individui....
