Basilide è nativo di Alessandria di Egitto, dove ha raggiunto la massima notorietà fra il 120 d.c. e il 140 d.c. in corrispondenza degli Imperatori Adriano e Antonio.
E' considerato uno dei massimi padri dello Gnosticismo e su testimonianza di Epifanio sappiamo che la sua dottrina si propagò in tutto l'Egitto, diffondendosi, tramite i suoi discepoli, nel mondo ellenico dell'Impero Romano. Notizie certe ed estese sulla vita di Basilide non vi sono, eccetto quelle derivanti dagli scritti, spesso contrastanti, dei primi eresiologi.
Il già citato Epifanio di Salamina afferma che Basilide fu discepolo di Menandro ad Antiochia di Siria, suggerendone quindi una natalità siriana e solo successivamente, trasferendosi ad Alessandria d'Egitto, fondò una propria scuola filosofica. Diversamente Eusebio e Teodorete sostengono che la sua patria fosse Alessandria di Egitto. Ancora lo si vorrebbe studente assieme ad un certo Galuco, che professava, di essere stato iniziato ai misteri del Cristo direttamente da San Pietro. Ciò che sicuramente sappiamo è che ebbe un figlio di nome Isidoro, che continuò l'insegnamento paterno.
Pare, così come Pitagora, che Basilide imponesse ai suoi discepoli un voto di raccoglimento e di silenzio dalla durata di cinque anni. Attraverso tale voto, o sigillo, il discepolo doveva pervenire a una sorta di chiusura filosofica in se stesso, attraverso cui acquisire una nuova consapevolezza dei rapporti che legano l’uomo all’universo...
Il già citato Epifanio di Salamina afferma che Basilide fu discepolo di Menandro ad Antiochia di Siria, suggerendone quindi una natalità siriana e solo successivamente, trasferendosi ad Alessandria d'Egitto, fondò una propria scuola filosofica. Diversamente Eusebio e Teodorete sostengono che la sua patria fosse Alessandria di Egitto. Ancora lo si vorrebbe studente assieme ad un certo Galuco, che professava, di essere stato iniziato ai misteri del Cristo direttamente da San Pietro. Ciò che sicuramente sappiamo è che ebbe un figlio di nome Isidoro, che continuò l'insegnamento paterno.
Pare, così come Pitagora, che Basilide imponesse ai suoi discepoli un voto di raccoglimento e di silenzio dalla durata di cinque anni. Attraverso tale voto, o sigillo, il discepolo doveva pervenire a una sorta di chiusura filosofica in se stesso, attraverso cui acquisire una nuova consapevolezza dei rapporti che legano l’uomo all’universo...


