Luciano Gianazza
L’Indice di Massa Corporea – IMC – ( in inglese BMI, Body Mass Index), mette in proporzione l’altezza e il peso di una persona, fissando un parametro che permette di dire se si è sottopeso, normali o sovrappeso.
Ora un professore dell’università di Oxford, Nick Trefethen, ha ideato una nuova e moderna formula per il calcolo del BMI. La formula andrà a sostituire, questo è almeno l’intenzione, l’antiquato calcolo – antiquato secondo il professore – ideato da Adolphe Quetelet nel 1830.
Altri autorevoli professori si affrettano a ridimensionare la scoperta di Trefethen e avvertono che il suo indice rimane sostanzialmente inadeguato, perché si limita a misurare più accuratamente il rapporto peso/altezza, ma non individua la quota di grasso e il rischio salute.
Queste tabelle sono oggetto di lotte fra i vari professori, scienziati, università, perché ognuno può dire la sua e ognuno può contestare le teorie degli altri perché non hanno alcuna attinenza con la realtà.
Quegli indici non prendono in considerazione molti fattori come il peso differente che può avere l’ossatura di due persone della stessa altezza, della densità del tessuto osseo, del tono muscolare diverso di due persone dello stesso peso e della stessa altezza, e tante altre circostanze che portano ad errate conclusioni con la convinzione che siano risultati dimostrati scientificamente...
