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mercoledì 20 agosto 2025

Antiche iscrizioni egizie citano il nome Mosè: sono la prova dell’esistenza del profeta?

 
Le incisioni trovate in una miniera di turchese, risalenti al 1800 a.C., sembrano menzionare un uomo saggio di nome Mosè. Ma gli studiosi non credono sia il profeta dell’Antico Testamento.

(Immagine: Mosè con le tavole della legge - olio su tela di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, 1659)

Non c'è alcun dubbio sull'importanza della figura di Mosè per gli ebrei e i cristiani. Secondo la Bibbia, Mosè fu colui che liberò gli israeliti dalla schiavitù in Egitto, li guidò attraverso il deserto e ricevette i Dieci Comandamenti da Dio. 

Per gli storici, tuttavia, l'esistenza effettiva di Mosè è stata oggetto di un acceso dibattito. Nonostante la sua importanza religiosa, le prove archeologiche a suo favore sono sempre state scarse.

Ma ora, secondo una nuova sensazionale interpretazione di un'iscrizione risalente a 3.800 anni fa, potremmo finalmente essere in possesso delle prove dell'esistenza del profeta...

venerdì 28 agosto 2015

Il costo umano di uno smartphone

Il coltan, minerale sanguinoso
Dall’Africa ai nostri cellulari


Da dove arriva il coltan, minerale usato per produrre i condensatori dei computer portatili, alcuni parti dei telefoni cellulari, delle consolle di giochi e dei sistemi di localizzazione satellitare? Dietro a questo prezioso materiale, resistente al calore e alla corrosione, corrono commerci e scambi che animano l’Africa, in particolare la Repubblica Democratica del Congo. Il futuro sembra non poter esser scritto senza queste pietre, di cui è ricchissima la parte orientale del Paese, la zona del Kivu, lago che s’adagia al confine con il Rwanda, dall’altra parte della nazione rispetto alla capitale Kinshasa. E qui dove giace una preziosa risorsa per l’Africa e il mondo, bande armate e guerriglieri sono riusciti a creare un vero e proprio regime del terrore, facendo dell’estrazione del coltan un business che viene sfruttato come fonte di introiti per i loro affari.

L’estrazione e la tassa. Li chiamano “Lords of war”, e sono i padroni di queste aree, terre in cui la legislazione e la forza del governo centrale non riesce a far valere alcun tipo di autorità, costingendo i minatori a pagare alle bande armate una quota per ogni chilo di minerale estratto. Con i proventi che ne traggono, i guerriglieri acquistano armi che garantiscono loro ulteriore potere sul territorio. Dopo aver pagato questa “tassa”, i minatori camminano per due giorni, portandosi sulle spalle sacchi che contengono svariati chili del minerale estratto. Il loro obbiettivo è quello di arrivare a Goma, punto di raccolta dove il coltan viene per la prima volta registrato in maniera ufficiale. Fino a questo momento, infatti, non esiste alcun documento che possa garantire l’origine e la storia di questo minerale. Da Goma, il coltan viene caricato in piccoli aerei che raggiungono il Ruanda, l’Uganda, la Tanzania e il Kenya, dove le aziende incaricate dalle multinazionali lo acquistano per farlo arrivare nelle catene di montaggio dei nostri cellulari...