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lunedì 20 gennaio 2025

Addio Green, la Fed si ritira dalla finanza verde

 
La Federal Reserve dice addio alla finanza green.

Dopo i grandi fondi di investimento, come BlackRock e Vanguard, anche la banca centrale statunitense abbandona gli obiettivi verdi.

Foto: Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana

L’NGFS, il gruppo globale di impegno sui rischi climatici e ambientali, perde quindi il suo membro più prestigioso.

“Sebbene il Consiglio abbia apprezzato l’impegno dell’NGFS e dei suoi membri, il lavoro della rete ha ampliato sempre di più la sua portata, coprendo una gamma più ampia di questioni che esulano dal mandato statutario del Consiglio”, si legge in una nota.

Il gruppo attualmente comprende più di 100 grandi banche centrali e autorità di regolamentazione di oltre 90 Paesi, tra cui la Banca Popolare Cinese e la Banca Centrale Europea ...

venerdì 18 febbraio 2022

Nel Green dipinto di Green

 di Santa Maura

Non è ancora finita un’emergenza che già ne arriva un’altra. 

Mentre i giornalacci festeggiano il ripristino delle “aperture” (niente affatto vere, tenuto conto che si tratta  solo di togliere una mascherina all’aperto che  già era assurda prima), ecco che arriva una nuova sorpresina: la modifica in verde della nostra Costituzione, avvenuta martedì 8 febbraio sugli articoli 9 e 41.

Certo, là per là, la cosa non desta allarme.

Chi è “al verde” per davvero, non si preoccupa affatto della pennellata green data qua e là alla nostra costituzione, ma pensa a sopravvivere.

Ma chi ha un po’ di fiuto e sa guardare avanti capisce solo che con questa, hanno instaurato l’Ecocomunismo, modello cocomero: verde fuori e rosso dentro.

Veniamo al dunque ...

giovedì 7 maggio 2020

Il desiderio di giardinaggio nei momenti difficili ha radici profonde e lontane

di Laura De Rosa

Se c’è una cosa che la pandemia da coronavirus ha diffuso in tutto il mondo è una voglia incontenibile di giardinaggio. Basti pensare che nei primi giorni di lockdown, i venditori di semi hanno segnalato una domanda senza precedenti, come riporta The Guardian. E non stiamo parlando solo di orto, che si potrebbe spiegare con la paura della fame, ma di giardinaggio in generale.

Secondo quanto scritto da Jennifer Wren Atkinson dell’Università di Washington, autrice del libro “Gardenland“, in un articolo pubblicato su “The Conversation“, questo desiderio potrebbe rivelare un altro tipo di fame, quella di contatto fisico, di riscoperta della natura, di espressione creativa, di appartenenza e connessione.

Il coronavirus ci ha catapultati in un’epoca di distacco e il giardinaggio sembra compensare questa lontananza, come un antidoto in grado di metterci in contatto con qualcosa di reale.

Perché sì, le riunioni sul web ci aiutano a connetterci ma rimangono pur sempre virtuali, senza odori, senza possibilità di toccarsi, senza presenza fisica degli altri ...