Il Sole è la nostra fonte di calore e di vita, ma periodicamente può essere causa di forti tempeste in grado di mettere in serio pericolo la nostra tecnologia.
A questo scopo un ricercatore del Rutherford Appleton Laboratory, Mike Hapgood, avverte che l’umanità ha necessità di prepararsi al meglio nell’eventualità che questo accada. A sostegno di questa idea c’è la storia, dal momento che la nostra stella in passato ha scatenato tempeste molto più violente di quelle attuali, e con tutta probabilità tornerà a farlo.
Ma al momento la nostra capacità di prevedere questi eventi è molto flebile. Hapgood ha proposto sulla rivista Nature di costruire una banca dati storica dell’attività solare.
"Anche se la Nasa ed altre organizzazioni stanno sviluppando sistemi sempre più accurati per prevedere l’arrivo di tempeste geomagnetiche, fino a poche ore o giorni prima che colpiscano la Terra, non è ancora possibile stabilire quanto potenti potrebbero essere questi eventi", commenta Hapgood.
"Abbiamo necessità di comprendere meglio il rischio che potrebbe apportare una tempesta di questo genere e svilupparne le conoscenze adeguate in modo rapido", sostiene il ricercatore sulla rivista. Le tempeste solari che fanno più paura sono le espulsioni di massa coronale, enormi nubi di plasma incandescente espulse nello spazio a 5 milioni di Km/h, o anche più. All’interazione con il nostro campo magnetico, possono danneggiare i segnali GPS, le comunicazioni radio e le reti elettriche per giorni...

