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lunedì 28 febbraio 2022

La fine di un'era?

 

Nel saggio del 1795 "Verso la pace perpetua " il filosofo illuminista Immanuel Kant sostiene sei principi primari, uno dei quali è che "nessun debito nazionale deve essere contratto in relazione agli affari esterni dello stato":

Un sistema di credito, se usato dai poteri centrali come strumento di aggressione l'uno contro l'altro, mostra il potere del denaro nella sua forma più pericolosa. Perché mentre i debiti così contratti sono sempre garantiti contro le richieste attuali (perché non tutti i creditori chiederanno il pagamento allo stesso tempo), questi debiti continuano a crescere indefinitamente. Questo ingegnoso sistema, inventato da un popolo di mercanti nel presente secolo, fornisce un fondo militare che può eccedere le risorse di tutti gli altri stati messi insieme. Può essere esaurito solo da un eventuale disavanzo fiscale, che può essere prorogato per molto tempo dallo stimolo commerciale che l'industria e il commercio ricevono attraverso il sistema creditizio. Ciò facilità la guerra, insieme all'inclinazione bellicosa di chi è al potere (che sembra essere una caratteristica integrante della natura umana).

Kant ha in un certo senso previsto l'egemonia del dollaro. Con la sua tesi in mente, un vero gold standard avrebbe scoraggiato la guerra in Vietnam? Semmai sembra certo che un tale standard avrebbe reso la guerra molto più breve. Lo stesso, ovviamente, si può dire per la prima guerra mondiale, le guerre napoleoniche ed altri conflitti in cui i belligeranti hanno abbandonato il gold standard.

"La capacità unica del governo degli Stati Uniti", dice Hudson, "di prendere in prestito dalle banche centrali straniere piuttosto che dai propri cittadini è uno dei miracoli economici dei tempi moderni".

Ma il "miracolo" è negli occhi di chi guarda. È stato un miracolo per i vietnamiti, gli iracheni o gli afgani? ...