Visualizzazione post con etichetta distacco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta distacco. Mostra tutti i post

domenica 23 febbraio 2025

Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza

L’indifferenza arriva in una relazione di coppia in modo lento, ma implacabile. È un silenzio amaro nel quale vive l’incertezza, la nostalgia per ciò che un tempo era quotidianità e complicità e del quale, adesso, sentiamo la mancanza.

Le relazioni “muoiono” per molti motivi, lo sappiamo bene, e siamo sicuri che tutte le rotture implicano un livello molto alto di sofferenza, per la quale nessuno è pronto. 

Nonostante ciò, potremmo dire che è proprio quel vuoto, quell’atteggiamento passivo e freddo da parte dell’altra persona nei nostri confronti, di solito, a scatenare una disperazione e un’ansia maggiori ...

domenica 3 gennaio 2021

Accettazione e Distacco

di Luciana Mologni

Mi sono fatta una domanda, quante volte io ho accettato di buon grado ciò che la vita mi manda: la risposta è “MAI”; eppure la crescita individuale passa attraverso l’accettazione, al meglio delle nostre possibilità, di quello che la vita ci fa incontrare.

La non accettazione porta inevitabilmente alla sofferenza: il solo sentire questa parola ci crea uno stato di disagio o addirittura di rifiuto; gli atteggiamenti che scaturiscono sono diversi, passano dalla ribellione alla rassegnazione e infine ad un ‘accettazione.

La prima fase davanti ad una situazione difficile e non trasformabile si manifesta con la ribellione, le nostre emozioni in questo caso sono ancora dominate dalla personalità, ci sentiamo impotenti davanti ad una situazione non voluta e non controllata da noi, questo ci fa imbestialire, usiamo tutti i mezzi per cercare di dominarla, verifichiamo tutti gli aspetti e proviamo in tutti i modi a cambiarla.

La seconda fase, davanti all’inevitabile, scatta nella rassegnazione: anche se di fondo la rabbia permane, ancora non siamo convinti che non si possa sanare una situazione, non riusciamo ad accettare perché al termine accettazione diamo ancora il significato di rassegnazione passiva, di debolezza, di rinuncia ...

giovedì 7 maggio 2020

Il desiderio di giardinaggio nei momenti difficili ha radici profonde e lontane

di Laura De Rosa

Se c’è una cosa che la pandemia da coronavirus ha diffuso in tutto il mondo è una voglia incontenibile di giardinaggio. Basti pensare che nei primi giorni di lockdown, i venditori di semi hanno segnalato una domanda senza precedenti, come riporta The Guardian. E non stiamo parlando solo di orto, che si potrebbe spiegare con la paura della fame, ma di giardinaggio in generale.

Secondo quanto scritto da Jennifer Wren Atkinson dell’Università di Washington, autrice del libro “Gardenland“, in un articolo pubblicato su “The Conversation“, questo desiderio potrebbe rivelare un altro tipo di fame, quella di contatto fisico, di riscoperta della natura, di espressione creativa, di appartenenza e connessione.

Il coronavirus ci ha catapultati in un’epoca di distacco e il giardinaggio sembra compensare questa lontananza, come un antidoto in grado di metterci in contatto con qualcosa di reale.

Perché sì, le riunioni sul web ci aiutano a connetterci ma rimangono pur sempre virtuali, senza odori, senza possibilità di toccarsi, senza presenza fisica degli altri ...