Ogni tanto questo blog ritorna sull'argomento delle carceri private in USA, in obbedienza alla saggia precauzione " Meglio prevenire che combattere".
Siccome anche in Italia, sotterraneamente, si sta insinuando l'idea di privatizzare le carceri con la solita scusa del "Lo Stato non ha i soldi", eccoci ancora una volta a prevenire.
Prima che qualche cinico salti su a dire che i carcerati sono delinquenti e quindi chi se ne importa del trattamento che ricevono, ricordo cinicamente il meccanismo alla base delle carceri private: occorre arrestare più gente possibile(quindi al limite dell'arbitrio) per mantenere fiorente il business. Questo significa gente in galera per aver buttato una cartaccia in terra, letteralmente: non a caso gli USA vantano ben il 25% della popolazione carceraria mondiale. Ecco comunque un post che ci quantifica tale lucroso business, riassumo qui:
- Le due più grandi industrie carcerarie hanno realizzato utili per 3 miliardi di $ nel 2010.
- Ne hanno spesi circa 45 milioni per attività pubblicitaria e di lobbying, ad esempio per far inasprire le pene o mandare direttamente all'ergastolo chi commette tre volte lo stesso reato;
- Tra il 1990 e il 2009 il numero di persone in carceri private è aumentato del 1600%.
- Una compagnia ha ricevuto dal governo 74 milioni di dollari per centri per immigrati, 200 $ a notte per ciascun detenuto. La stampa ha scoperto che in alcune di queste costose carceri i reclusi vivono però letteralmente immersi nei loro rifiuti biologici.
- Ai detenuti la compagnia impone tariffe telefoniche pari a 5$ al minuto...
