di Maura Sandri
L’universo è permeato da campi magnetici.
All’interno del Sole, ad esempio, vi è una zona convettiva nella quale il movimento del plasma genera continuamente campi magnetici. «Anche se le stelle massicce non hanno tali inviluppi, si osservano ancora forti campi magnetici su larga scala sulla loro superficie, di alcune decine di percento», spiega Fabian Schneider del Center for Astronomy dell’Università di Heidelberg, primo autore dello studio pubblicato su Nature.
All’interno del Sole, ad esempio, vi è una zona convettiva nella quale il movimento del plasma genera continuamente campi magnetici. «Anche se le stelle massicce non hanno tali inviluppi, si osservano ancora forti campi magnetici su larga scala sulla loro superficie, di alcune decine di percento», spiega Fabian Schneider del Center for Astronomy dell’Università di Heidelberg, primo autore dello studio pubblicato su Nature.
Nell'immagine: La simulazione rimarca la nascita di una stella magnetica come Tau Scorpii. L’immagine rappresenta un taglio attraverso il piano orbitale in cui la colorazione indica la forza del campo magnetico e il tratteggio della luce riflette la direzione della linea del campo magnetico. Crediti: Ohlmann / Schneider / Röpke
Sebbene tali campi fossero già stati scoperti nel lontano 1947, la loro origine è rimasta finora un mistero. Oltre un decennio fa, gli scienziati hanno suggerito che in seguito alla fusione di due stelle potrebbero generarsi forti campi magnetici.
«Ma fino ad ora, non siamo stati in grado di testare questa ipotesi perché non avevamo gli strumenti computazionali necessari», racconta Sebastian Ohlmann del centro di calcolo della Max Planck Society a Garching, vicino a Monaco ...
