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lunedì 25 luglio 2011

Oltre la bolla (Niente paura!)

di Catherine

E' necessario soffrire per conoscere se stesso?
E' necessario gioire per conoscere se stesso?

Entrambi questi stati sono sicuramente utili alla conoscenza del Sé profondo.

La conoscenza di se stesso dovrebbe significare un ritorno all'Essere essenziale, primordiale, "depurato" da quell'identità costruita più o meno aderente al Sé originale. Conoscere se stesso è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due (Il Sé e il « divenuto »), prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo (coccolarsi), rispettarlo (rispettarsi).

Perché non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere.

Ed è impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo prima la conoscenza e l'amore di noi stessi.

Certo non è una consapevolezza che si acquisisce una volta per tutte, ogni giorno richiede impegno...