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sabato 3 marzo 2018

Dichiarazioni del pentito di Big Pharma: ho venduto la mia anima al diavolo

John Virapen, 64 anni, ex direttore della società Eli Lilly Svezia, ha scritto una confessione professionale insolita. Per ironia della sorte, il suo libro è uscito in Francia il giovedì 17 aprile l'indomani della morte di Jacques Servier (fondatore dei laboratori Servier)

"Da anni succede che a volte, nelle prime ore del giorno, delle sagome spettrali mi appaiono in sogno" scrive nell'introduzione. "Sbattono la testa contro il muro, si tagliano le braccia e la gola a colpo di rasoio. Ora mi sono reso conto che io ho indirettamente contribuito alla morte delle persone le cui ombre mi perseguitano.

Ovviamente, io non ho ucciso nessuno direttamente, ma ora non posso non sentirmi in parte responsabile di queste morti. Ero uno strumento, un esecutore, ma consenziente, nelle mani dell'industria. [ ... ] Certamente sono stato manipolato, ma non mi sono fatto tante domande. Ho venduto la mia anima al diavolo."


Il caso del Prozac

Di origine indù e figlio di pescatore analfabeta della Guyana Britannica, l'autore di questo mea culpa agghiacciante è entrato nell'industria farmaceutica nel 1968, da una porta picolissima. Da abile attore di quello che non si chiama ancora "marketing", John Virapen, già nel 1981, è direttore delle vendite della società Eli Lilly per la Svezia.
Racconta delle piccole alleanze vergognose che sono sigillate in questo ambiente felpato, e dell'influenza delle imprese sui leader di opinione, quei grandi professori di fama e custodi dell'ortodossia. Così uno di loro, specialista del trattamento del dolore ed esperto al Ministero della Salute, riceveva dalla Lilly uno stipendio fisso, in cambio di consigli, revisione di opuscoli e conferenze ...