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lunedì 8 giugno 2026

Rh-negativo e il caso delle due gemelline cinesi con DNA modificato


Facciamo un po’ di chiarezza sul Sangue Rh- negativo (privo del Fattore Rhesus) e il caso delle due gemelline cinesi con DNA modificato in laboratorio

L’Rh è una proteina presente sui globuli rossi che (come ogni proteina) codifica i geni Rhesus. Se nel test si risulta positivi alla presenza del Rhesus si dice che si è Rh+, se al contrario il Rhesus manca si dice Rh- negativo. 

Essere Rh- oppure Rh+ quindi non significa soltanto possedere o meno una semplice proteina Rh sui globuli rossi, sarebbe molto riduttivo, in realtà vuol dire molto, molto di più a livello genetico.

Cosa vuol dire geneticamente essere Rh-? ...

mercoledì 2 gennaio 2019

AIDS ed HIV: non tutto quello che si sente è vero

1- Introduzione

In quest’articolo vi presentiamo alcuni falsi miti sull’AIDS (i sottotitoli sono quindi le teorie errate che circolano, mentre il testo è la spiegazione del perché siano privi di fondamento), purtroppo molto diffusi, e cerchiamo di spiegare perché sono errati.

L’HIV e l’AIDS sono molto diffusi e colpiscono milioni di persone in tutto il mondo, tanto da venire considerati una vera e propria pandemia.

Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimava che
33,4 milioni di persone in tutto il mondo fossero affette dall’HIV/AIDS,
con 2,7 milioni di nuovi contagi ogni anno
e 2 milioni di decessi dovuti all’AIDS.

Nel 2007 l’UNAIDS ha stimato che
33,2 milioni di persone in tutto il mondo fossero affette dall’HIV; l’AIDS, in quell’anno, avrebbe ucciso 2,1 milioni di persone,
tra cui 330.000 bambini
e il 76% dei decessi si sarebbe verificato nell’Africa subsahariana.

Secondo il rapporto dell’UNAIDS del 2009, da quando l’epidemia è iniziata diversi decenni fa,
60 milioni di persone sono state contagiate dall’HIV,
con circa 25 milioni di decessi
e 14 milioni di bambini orfani nella sola Africa subsahariana.

I falsi miti sull’HIV e sull’AIDS hanno origini diverse, dalla semplice ignoranza e dai malintesi sulle conoscenze scientifiche sull’HIV e sull’eziologia dell’AIDS, fino alle informazioni scorrette messe in circolazione da gruppi e da istanze ideologiche che negano la relazione tra l’infezione da HIV e la comparsa dell’AIDS...

lunedì 23 maggio 2016

l'HIV è la causa dell'AIDS? - Il caso non è chiuso


Kary Mullis

«Quando nel 1984 sentii dire per la prima volta che il francese Luc Montagnier, dell'Istituto Pasteur, e Robert Gallo, dell'America's National Institutes of Health, avevano scoperto indipendentemente l'uno dall'altro che il retrovirus HIV - Human Immunodeficiency Virus - era la causa dell'AIDS, accettai il dato come una qualsiasi evidenza scientifica.

Il problema non riguardava strettamente il mio settore, la biochimica, e d'altronde loro erano esperti di retrovirus. Quattro anni più tardi lavoravo come consulente con gli Specialty Labs di Santa Monica: stavamo cercando il modo di utilizzare la PCR per individuare i retrovirus nelle migliaia di donazioni di sangue che la Croce Rossa riceveva ogni giorno. Stavo scrivendo un rapporto sull'andamento dei lavori, destinato allo sponsor del progetto, e cominciai affermando che "l'HIV è la probabile causa dell'AIDS". Chiesi a un virologo dello Specialty dove avrei potuto trovare elementi che confermassero il fatto che l'HIV era la causa dell'AIDS.

"Non ne hai bisogno", mi fu risposto. "È una cosa che sanno tutti." "Mi piacerebbe citare qualche dato": mi sentivo ridicolo a non conoscere la fonte di una scoperta così importante. Sembrava che tutti gli altri la conoscessero. "Perché non citi il rapporto del CDC?" mi suggerì, mettendomi in mano una copia del rapporto periodico sulla morbilità e la mortalità del Center for Disease Control. Lo lessi. Non si trattava di un articolo scientifico. Si limitava ad affermare che era stato identificato un organismo, ma non spiegava come. Invitava i medici a informare il Centro ogni qual volta si trovassero di fronte a pazienti che presentavano determinati sintomi, e a testarli per individuare la presenza di anticorpi per questo organismo. Il rapporto non faceva riferimento alla ricerca originale, ma questo non mi sorprese. Era destinato ai medici che non avevano bisogno di conoscere la fonte delle informazioni. Dal loro punto di vista, se il CDC ne era convinto, doveva esistere, da qualche parte, la prova che era l'HIV a provocare l'AIDS ...

venerdì 19 aprile 2013

HIV - Le apparenze ingannano

 La miriade di scienziati che lavorano quotidianamente sull’Hiv, così come le migliaia di articoli scientifici pubblicati sull’argomento, hanno portato la reale prova dell’esistenza del virus? La risposta è: no!

In effetti, se si dedica il tempo necessario (e ne serve davvero molto) per consultare la letteratura scientifica relativa al virus propriamente detto, si rimane sorpresi dal fatto che nessuna di queste ricerche sia mai riuscita a mettere direttamente in evidenza la presenza anche solo di una minima particella virale, e in particolar modo retrovirale, in un malato di Aids.

Tuttavia le tecniche necessarie a tal fine sono classiche e semplici e sono state messe a punto molto prima delle tecniche di biologia o di genetica molecolare. Queste tecniche comportano l’isolamento diretto a partire dal malato e l’infezione delle cellule coltivate in laboratorio che sono suscettibili di essere infettate da un particolare virus.

La concentrazione dei virus tramite centrifugazione ad alta velocità, l’eliminazione dei batteri e dei detriti cellulari tramite ultrafiltrazione, e l’osservazione diretta delle particelle virali al microscopio elettronico sono alla base della virologia classica e della dimostrazione dell’origine virale di numerose malattie ...