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lunedì 10 settembre 2012

Il vaccino contro il Papilloma Virus (HPV) e la terapia con l'ipoclorito di sodio

Prima di vaccinarsi contro l'HPV vanno considerati diversi fattori quali le controindicazioni e la validità del vaccino stesso rispetto alle diverse forme del virus. A riguardo il Dott. Ruffini ci propone il suo metodo di cura con l'Ipoclorito di Sodio.

Gilberto Ruffini

L’HPV, comunemente chiamato Papilloma Virus è un virus frequentemente presente nelle persone che, solo a volte, può trasformarsi in una forma più pericolosa modificando alcune cellule.

La sua presenza conclamata (sia nel maschi che nella femmina) può essere valutata grazie a dei segnali: per esempio con la manifestazione di Condilomi acuminati (verruche genitali).
Il 50-80% dei soggetti sessualmente attivi si infetta nel corso della vita con un virus HPV e fino al 50% (di questi) si infetta con un tipo oncogeno.
L’80% circa delle infezioni sono transitorie, asintomatiche e guariscono spontaneamente*.
Per ovviare a questo problema, in via preventiva, per le donne, viene proposto un vaccino, a cui spesso vengono ventilate proprietà di prevenzione che in realtà non ha. Abbracciato da molti medici come salvifico rimedio preventivo ai tumori vulvo-vaginali, va però sottolineato che l’eventuale efficacia di esso è solo rispetto ad alcune tipologie del virus che si riduce ai soli numeri 6, 11, 16, 18.

L’HPV infatti ha diverse classi di rischio, che qui vi elenco: