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mercoledì 25 febbraio 2026

11 motivi per eliminare la Federal Reserve

 "Se gli americani capissero come funziona la Federal Reserve e quello che ha fatto, ne chiederebbero subito l’abolizione" 

di Michael Snyder, economista.

La Federal Reserve, la banca centrale americana, basa il suo funzionamento su un meccanismo che è stato progettato da banchieri internazionali a beneficio di altri banchieri internazionali e che sta sistematicamente impoverendo il popolo americano.

Ecco, in 11 punti, perché la Federal Reserve andrebbe eliminata :

1. Le fasi di prosperità sono state quelle in cui la Federal Reserve non esisteva, ossia durante la guerra civile e nel 1913.

Dopo il 1873, l’economia americana si è ripresa con l’avvento dell’industrializzazione. Dal 1869 al 1879 l’America ha vissuto una fase di crescita ad un tasso del 6,8% per quanto riguarda il Pil reale e del 4,5% per quanto concerne il Pil pro capite.
Nel 1880, la ricchezza della nazione è salita invece ad un tasso annuo del 3,8%, mentre il Pil è raddoppiato ...

domenica 2 marzo 2025

John Fitzgerald Kennedy, Federal Reserve, sistema bancario dell'Occidente

 
Un mito con cui convivono tutti gli americani è la farsa nota come "Federal Reserve". Per molti potrebbe essere uno shock scoprire che non è un'agenzia del governo degli Stati Uniti.

Il nome "Federal Reserve Bank" è stato progettato per ingannare, e lo fa ancora. Non è federale, né è di proprietà del governo. È di proprietà privata.

Paga le proprie spese postali come qualsiasi altra società. I ​​suoi dipendenti non sono impiegati statali. La sua proprietà fisica è detenuta tramite atti privati ​​ed è soggetta a tassazione locale. 
La proprietà governativa, come sapete, non lo è.

Si tratta di un motore che ha creato una ricchezza privata inimmaginabile, perfino per i più sofisticati dal punto di vista finanziario.

Ha permesso a un'élite imperiale di manipolare la nostra economia per i propri scopi e ha arruolato il governo stesso come suo esecutore. Controlla i tempi, detta le regole del business, influenza le nostre case e praticamente tutto ciò a cui siamo interessati ...

lunedì 21 novembre 2022

Kennedy predisse che le banche avrebbero creato una grande crisi globale. Poi morì.

Il 4 Giugno del 1963, un decreto presidenziale di John Fitgerald Kennedy, detto Ordine Esecutivo 11110, fu firmato impedendo alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. La FRB sarebbe presto fallita e l’America sarebbe tornata l’unica vera detentrice del proprio debito.

John Fitzgerald Kennedy fu il primo presidente della storia a comprendere quanto lo strapotere delle banche private avrebbero ben presto creato un collasso dell’intero sistema economico e decise di combatterlo.

Secondo JFK, le banche private, non potevano esseri i creditori di un’intera nazione e, cosa più importante, non potevano avere il potere di stampare moneta. 
Le somiglianze fra la Federal Reserve e la BCE, nonché la nostra cara Bankitalia, sono a dir poco imbarazzanti.

JFK fu il primo ad opporsi alle banche private ma purtroppo anche l’ultimo. Il suo assassinio fece desistere qualsiasi altro presidente, americano e non, dal dichiarare guerra alle banche private ...

lunedì 6 giugno 2022

La FED non può aggiustare niente, mentre invece può rompere

di Jon Wolfenbarger

La Federal Reserve afferma di "condurre la politica monetaria della nazione per promuovere la massima occupazione, prezzi stabili e tassi d'interesse moderati a lungo termine". Diamo un'occhiata a quanto bene abbia svolto tal compito dalla sua fondazione nel 1913.

Tassi d'interesse economici e a lungo termine

Dal 1913 il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è variato dal 2,5% all'inizio degli anni '50 al 25,0% durante la Grande Depressione. L'inflazione è variata da un 24% a un -16%. L'inflazione è attualmente del 7,9%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% dichiarato. Sebbene la FED abbia una certa influenza sull'offerta di denaro, non ha alcun controllo sulla domanda o su come viene speso il denaro, il che ha un impatto significativo sull'occupazione e sull'inflazione.

L'obiettivo della FED di "moderare i tassi d'interesse a lungo termine" al di sotto dei livelli di mercato è una forma d'imposizione dei prezzi. Dal momento che tale pratica non funziona mai a lungo, non sorprende che la FED non abbia avuto successo in questo compito. Dal 1913 i tassi del Tesoro USA a dieci anni sono variati dallo 0,5% nel 2020 al 16% nel 1981. 
I tassi d'interesse sono stati molto più volatili rispetto a prima della nascita della FED, come mostrato di seguito ...

lunedì 28 febbraio 2022

La fine di un'era?

 

Nel saggio del 1795 "Verso la pace perpetua " il filosofo illuminista Immanuel Kant sostiene sei principi primari, uno dei quali è che "nessun debito nazionale deve essere contratto in relazione agli affari esterni dello stato":

Un sistema di credito, se usato dai poteri centrali come strumento di aggressione l'uno contro l'altro, mostra il potere del denaro nella sua forma più pericolosa. Perché mentre i debiti così contratti sono sempre garantiti contro le richieste attuali (perché non tutti i creditori chiederanno il pagamento allo stesso tempo), questi debiti continuano a crescere indefinitamente. Questo ingegnoso sistema, inventato da un popolo di mercanti nel presente secolo, fornisce un fondo militare che può eccedere le risorse di tutti gli altri stati messi insieme. Può essere esaurito solo da un eventuale disavanzo fiscale, che può essere prorogato per molto tempo dallo stimolo commerciale che l'industria e il commercio ricevono attraverso il sistema creditizio. Ciò facilità la guerra, insieme all'inclinazione bellicosa di chi è al potere (che sembra essere una caratteristica integrante della natura umana).

Kant ha in un certo senso previsto l'egemonia del dollaro. Con la sua tesi in mente, un vero gold standard avrebbe scoraggiato la guerra in Vietnam? Semmai sembra certo che un tale standard avrebbe reso la guerra molto più breve. Lo stesso, ovviamente, si può dire per la prima guerra mondiale, le guerre napoleoniche ed altri conflitti in cui i belligeranti hanno abbandonato il gold standard.

"La capacità unica del governo degli Stati Uniti", dice Hudson, "di prendere in prestito dalle banche centrali straniere piuttosto che dai propri cittadini è uno dei miracoli economici dei tempi moderni".

Ma il "miracolo" è negli occhi di chi guarda. È stato un miracolo per i vietnamiti, gli iracheni o gli afgani? ...

mercoledì 3 giugno 2020

Tutte le guerre sono guerre di banchieri

Post by Alberto Medici

Articolo di Michael Rivero

Pubblico la traduzione del bellissimo articolo di Michael Rivero, “All war are bankers’ wars” (tutte le guerre sono guerre di banchieri) perché, come già detto qui, mi è sembrato particolarmente bello ed efficace, nella sua sintesi. 
Per chi volesse approfondire suggerisco il documentario di Bill Still col suo The Money Masters”, ma vi avverto, sono quasi 4 ore di documentario!

So che molte persone hanno molta difficoltà a comprendere come molte guerre siano state originate unicamente dalla volontà di imporre banche centrali private ad una nazione, per cui lasciatemi fare alcuni esempi in modo che capirete perché il governo USA sia coinvolto in così tante guerre in giro per il mondo.

Vediamo prima gli antefatti.

Gli Stati Uniti avviarono la rivoluzione Americana principalmente a causa della legge sulla moneta di re Giorgio III, che obbligava i coloni ad utilizzare unicamente banconote stampate dalla banca d’Inghilterra e prestate ad interesse ...

venerdì 4 ottobre 2013

La banca più potente al mondo annuncia il crash

Con sede a Basilea, la BRI, la Banca dei regolamenti internazionali, promuove la cooperazione tra la banche centrali, fornisce servizi finanziari in qualità di “banca delle banche centrali” e opera come agente o mandataria nei pagamenti internazionali che le vengono affidati.

In definitiva, nella sua veste di banca di tutte le banche, la BRI di Basilea è la banca più potente al mondo, quella che capta e dirige il clima della finanza a livello mondiale. E le sue ultime previsioni sono allarmanti.
L’allarme lanciato dalla BRI settimana scorsa in un rapporto, fa stato di uno tsunami del debito che – nell’indifferenza generale dei governi e dei media – sta per abbattersi sui mercati, sulla finanza e sull’economia. Un crash dalle proporzioni ciclopiche.

E non sarà certamente il dietrofront del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha rinunciato a ridurre la massiccia (quanto inutile) iniezione di 85 miliardi di dollari mensili nella disastrata economia americana che metterà a posto le cose.
L’annuncio della Fed di proseguire con il programma del Quantitative easing e con la stampa illimitata di moneta, conferma l’impotenza del governo americano nel rimettere in piedi una situazione economica compromessa da tempo e che non è in grado di rinunciare all’illusorio sostegno di questi stimoli artificiali.
In parallelo, malgrado il proseguimento del Quantitative easing, la Fed ha rivisto nuovamente al ribasso la previsione di crescita per il 2013... 

venerdì 10 agosto 2012

Banche fallite negli Stati Uniti: Luglio 2012

Nel mese di Luglio 2012, negli Stati Uniti, altri 8 istituti di credito sono andati ad aggiungersi al lungo elenco dei fallimenti bancari iniziati dalla crisi dei mutui subprime. In totale, negli Stati Uniti, a chiudere i battenti sono state 456 banche: 39 nel 2012, 92 (2011), 157 (2010),140 (2009), 25 (2008) ed infine 3 nel 2007.

Per quanto riguarda la collocazione geografica nei 51 stati americani del numero di banche che hanno terminato le proprie operazioni, la classifica è guidata dallaGeorgia (GA) con 86 banche fallite, seguono poi la Florida (62), l’Illinois (52) e la California con 39.

Dopo cinque anni, non è cambiato nulla, le grasse banche continuano a comportarsi come se nulla fosse accaduto: giocano e vincono coi nostri risparmi perchè solo grazie all’aiuto pubblico esiste ancora un sistema finanziario in cui una banca può continuare a trarre profitti con i capitali rapinati...