Parlare di intelligenza emotiva nella maniera più diretta possibile, per le attuali dinamiche sociali, è uno dei rari ed efficaci metodi per sanare la difficile emergenza internazionale che aleggia sopra le teste di tutti.
È necessario capire, approfondire e rispettare le informazioni assimilate – chiarendo che per informazioni non si parla di pura nozionistica, ma piuttosto di sensazioni, percezioni e influenze, date da contesti, persone e avvenimenti – perché questa è la struttura ossea del passe–partout necessario a osservare nella giusta maniera il concetto.
INTELLIGENZA EMOTIVA: COS’È DAVVERO?
A cosa serve calcolare il QI, se non a provare a noi stessi che è possibile accostare il proprio cervello all’aggettivo “brillante”?
Eppure, un cervello illuminato serve a poco, se non si comprende l’empatia, se si è indifferenti alle meccaniche del cuore o estranei alla coscienza sociale.
Ecco la chiave di lettura, il pulsante d’accensione da scoprire.
L’intelligenza emotiva è questo: dirigersi in maniera efficace agli altri esseri umani e a se stessi, connettendosi con le proprie emozioni, riuscendo a gestirle, trascendendo i meri aspetti cognitivi ...
