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sabato 28 dicembre 2024

Lo strano caso della bestia di Gévaudan

Lupo mannaro o assassino seriale?

Gévaudan, Francia meridionale. Estate 1764. 
La prima vittima, una ragazzina. Una bestia assetata di sangue ha aggredito la bambina facendola a pezzi. Sarà la prima di una lunga sequela di morti violente, più di un centinaio. Per tre anni questo mostro terrorizzò gli abitanti di Gévaudan. Nessuno riusciva a stanarlo. 
I fatti erano talmente gravi e imperscrutabili, che addirittura re Luigi XV inviò le sue truppe a caccia dell’assassino. Senza nemmeno sapere chi o cosa cercare: una bestia feroce? Un killer seriale? Oppure il Diavolo in persona che, per punire gli abitanti di Gévaudan dei loro peccati, sterminava senza pietà i loro figli e le loro donne? Il caso della bestia di Gévaudan non fu mai pienamente risolto.

Dolmen e sangue

Al mistero truce delle morti, si aggiunge l’atmosfera magica dell’area di Gévaudan (oggi Dipartimento di Lozère) che sin dai tempi più antichi era luogo di sepoltura. Lo testimonia la forte presenza di dolmen e menhir, resti del Neolitico. 
Nell’epoca in cui si verificò il caso della bestia, il Gévaudan faceva parte della diocesi di Mende e la Francia era governata da re Luigi XV. Tutto iniziò con il racconto di una contadina di Langagne che affermava di aver visto una bestia spaventosa, una specie di lupo gigantesco che aveva tentato di saltarle addosso, facendo fuggire i cani. 
Furono i buoi a salvare la donna, mettendosi fra lei e la bestia, minacciando il mostro con le loro corna affilate...