mercoledì 23 settembre 2026

Il manuale contro le “fake news russe”: informazione o pedagogia politica in vista del voto?


Europeisti.eu annuncia un kit per preparare gli elettori alle politiche del 2027. 

Calenda e Picierno non risultano autori del documento, ma hanno partecipato alla nascita del movimento e condividono la battaglia contro la propaganda russa. Il testo non è ancora pubblico, mentre i presunti disinformatori sono già stati indicati.

Il manuale sarà pubblicato soltanto il prossimo novembre, ma gli ambienti dai quali dovrebbe proteggere gli elettori sono già stati indicati. 

È questo l’aspetto più controverso del progetto annunciato da Europeisti.eu: un kit di venticinque pagine pensato per insegnare agli italiani a riconoscere le notizie false e le manipolazioni straniere in vista delle elezioni politiche attese nel 2027, salvo uno scioglimento anticipato delle Camere.

La presentazione è prevista il 7 novembre al Nuovo Cinema Nosadella di Bologna....


A commissionare il documento è stata Europeisti.eu, piattaforma politica e civica di area centrista nata nel giugno 2026 con l’obiettivo di riunire liberali, riformisti ed europeisti. La redazione è stata affidata a Sustainable Cooperation for Peace & Security, organizzazione che utilizza l’acronimo SCPS e dichiara di occuparsi di cooperazione, diritti umani, sicurezza digitale e contrasto alla disinformazione.

SCPS non è un organismo dell’Unione europea né un’autorità pubblica incaricata di certificare le notizie. Si presenta come una realtà internazionale e multiculturale composta da attivisti, ricercatori e professionisti. Nel gruppo figurano studiosi delle campagne di influenza, della guerra dell’informazione e degli strumenti tecnologici utilizzati per condizionare il dibattito pubblico. Sul suo sito sono già presenti contributi dedicati alla sicurezza digitale, alle narrazioni complottiste e all’impiego delle tecnologie per prevenire conflitti e manipolazioni nello spazio digitale.

A dare notizia del progetto è stata Open, testata online fondata da Enrico Mentana, che ha raccolto le anticipazioni di Piercamillo Falasca, cofondatore di Europeisti.eu. Il manuale, ha spiegato Falasca, dovrà insegnare "come ci si deve informare, come si deve valutare una notizia, come reagire e come aiutare altre persone a non cadere nella trappola". Il linguaggio dovrebbe essere semplice e accessibile a un pubblico compreso tra i diciotto e gli ottant’anni.

L’obiettivo appare in linea di principio condivisibile. Imparare a risalire alla fonte originaria di una notizia, controllare la data di un video, riconoscere un’immagine fuori contesto e verificare l’autenticità di un documento è ormai indispensabile. Le campagne coordinate di manipolazione esistono e possono influenzare il dibattito pubblico, soprattutto durante una competizione elettorale.

Resta però da capire quale sia il valore aggiunto di un nuovo manuale. Da anni istituzioni europee, università, scuole, associazioni giornalistiche e reti di fact-checking mettono gratuitamente a disposizione guide e strumenti per verificare contenuti, fotografie, filmati e profili social. Anche l’European Digital Media Observatory, sostenuto dall’Unione europea, dispone di una rete di verificatori e di numerose risorse dedicate all’alfabetizzazione mediatica.

L’utilità del kit dipenderà quindi non dalla sua esistenza, ma dalla capacità di offrire un metodo realmente universale: uno strumento da applicare con lo stesso rigore alle informazioni provenienti da Mosca, Kiev, Bruxelles, Washington o Roma. Se invece l’obiettivo fosse indicare preventivamente al lettore quali ambienti politici considerare sospetti, l’educazione digitale rischierebbe di trasformarsi in orientamento politico.

Il dubbio nasce dalle dichiarazioni che hanno preceduto la pubblicazione. Falasca ha già indicato alcune realtà che, a suo giudizio, rilancerebbero in Italia narrazioni provenienti dalla Russia, dalla Cina e dalla destra americana. Ha citato Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, la Lega, Alessandro Di Battista e l’area politica e culturale nella quale colloca Angelo d’Orsi e Vauro.

Non si tratta ancora, naturalmente, dei contenuti del manuale. Sono le valutazioni politiche espresse dal promotore. Tuttavia, il fatto che i presunti diffusori della disinformazione siano stati nominati prima della presentazione del kit mostra chiaramente l’impostazione nella quale l’iniziativa è maturata.

La questione decisiva sarà capire se il documento insegnerà ai cittadini a verificare autonomamente ogni affermazione oppure se finirà per costruire una mappa preventiva delle fonti e delle personalità dalle quali diffidare...

L'articolo continua qui: www.giornalelavoce.it



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