domenica 15 marzo 2026

1948 - L'incidente UFO di Aztec

Un anno dopo l'incidente avvenuto a Roswell si sarebbe schiantato un altro disco volante. Sempre nel New Messico, questa volta ad Aztec.
Realtà o fantasia?


"I fatti riportati nel libro di Scully sono sostanzialmente corretti" - Dr. Robert Sarbacher, consulente per il governo USA del Research and Development Board.

Il primo a diffondere la notizia dell’UFO  crash avvenuto nel 1948 nei pressi della cittadina di Aztec, New Messico, fu il giornalista statunitense Frank Scully.

Questi, diede alle stampe una serie di articoli sulla rivista Variety nel 1949, riprendendo ed ampliando poi l’argomento nel libro "Behind the Flying Saucers" (dietro i dischi volanti) uscito negli USA nel 1950 e purtroppo ad oggi inedito in Italia...

 Le straordinarie affermazioni di Scully erano fondate sulle rivelazioni del Dr. "Gee" (nome fittizio), un esperto di elettromagnetismo implicato in un progetto top secret di ricerca governativo sul principio propulsivo dei dischi volanti.

Il Dr. "Gee" asseriva di avere personalmente visto ed ispezionato 3 dischi, all’interno dei quali, erano stati rinvenuti i cadaveri dei piloti caduti presso una precisa località del New Mexico e nel deserto dell’Arizona. Leggiamo nel libro di Scully che:

"il disco precipitato nei pressi di un ranch, a 12 miglia da Aztec... misurava 30 metri di diametro, la cabina di pilotaggio,circa 6 metri.

Il centro dell’aeromobile era fisso, ma il suo anello esterno ruotava ad una velocità terrificante, operando come un elicottero a propulsione magnetica: all’interno non erano presenti reattori o motori simili a quelli a noi noti... Da che cosa era alimentato allora?

Onde magnetiche provenienti dal sole, spiegarono gli scienziati accorsi sul posto, avviluppano la Terra e la Luna con milioni di emissioni...

Il segreto per spostarsi da un pianeta all’altro consisterebbe nel passare da un campo positivo ad uno negativo e ciò è quanto i dischi volanti probabilmente sono in grado di fare.
La struttura dello scafo, che aveva affrontato un viaggio interplanetario, presentava 2 tipi di metallo completamente sconosciuti sulla Terra...

Prima di entrare nella cabina di pilotaggio, gli scienziati "bombardarono" il disco di emissioni geiger... Dentro si trovavano i corpi di 16 uomini, erano intatti, ma la loro pelle si presentava annerita... si trattava di uomini di piccole dimensioni... non erano però pigmei africani.
Qualcosa della loro pelle e delle loro ossa li distingueva nettamente dagli umani... i loro vestiti, a dispetto di una tecnologia straordinariamente evoluta, apparivano antiquati nello stile, che ricordava quello da noi in voga intorno al 1890; ma il tessuto era dato da un materiale a noi sconosciuto... Pare che gli occupanti del disco abbiano familiarità con quello strumento che noi chiamiamo radio, pur essendo completamente diversa da come noi la intendiamo: quello che è stato trovato è una scatola delle dimensioni di un pacchetto di sigarette: è priva di cavi e valvole ed emette un suono simile al nostro sonar.

Probabilmente è anch’esso un congegno che opera magneticamente...
Vi era a bordo anche una specie di libro dalle pagine indistruttibili e scritto con caratteri sconosciuti...
"

Le figure reali sulle quali poggiava la vicenda del libro di Scully erano 2: un certo Silas Mason Newton, uomo d’affari impegnato nell’industria petrolifera e suo vecchio amico, dal quale aveva appreso che un team di scienziati era intervenuto per conto del dipartimento della difesa in un’operazione top secret su di un UFO caduto nei pressi di Aztec e Leo Ge Bauer, uno studioso specializzato in magnetismo che ebbe modo di conoscere uno di quei ricercatori incaricati dal governo USA di indagare sul principio alla base del sistema di propulsione dei dischi volanti.

La pubblicazione del libro di Scully provocò un pandemonio nelle alte sfere del pentagono.

Il governo statunitense, tramite l’Air Force, si era vigorosamente adoperato fin dal 1947 affinché la questione dei dischi volanti venisse minimizzata agli occhi dell’opinione pubblica e il successo di vendite riscosso da "Behind the Flying Saucers" non aiutava certo la situazione.


Di lì a qualche mese, un’altra analoga storia andava propagandosi per l’intera nazione: Joseph Rohrer, Direttore di Radio Pueblo e presidente della "Pike's Peak Broadcasting Company", dichiarò alla stampa che 3 dischi volanti erano stati costretti ad un atterraggio catastrofico da aerei militari americani mentre sorvolavano lo Stato del Montana nel 1952.

L'unico pilota extraterrestre sopravvissuto era stato tenuto in vita per circa 2 anni in una enorme incubatrice costruita appositamente in California e trasportata in una località isolata. Per poter comunicare con l'alieno, gli scienziati americani avevano fatto ricorso inizialmente ai disegni; poi, alcuni linguisti erano riusciti ad insegnargli a leggere ed a scrivere in inglese. Rohrer sostenne, inoltre, di essere entrato in uno dei dischi volanti recuperati e ne descrisse le caratteristiche:

aveva un diametro di 30 metri ed era diviso in varie sezioni.
Le cabine dei piloti erano spessi tubi cilindrici con coperchi ermetici ad entrambe le estremità.

All'interno, l'atmosfera era un miscuglio di gas sotto pressione che conteneva un 30% di ossigeno e un 60% di elio. Come forza motrice il disco utilizzava turbine elettromagnetiche che creavano un campo magnetico enorme, generato da anelli rotanti, capace di lanciarlo a velocità incredibile.

Le dichiarazioni di Rohrer furono citate anche nel libro di Donald Keyhoe "Flying Saucers from Outer Space" edito in Italia con il titolo "La verità sui dischi volanti"....

 
Articolo completo con numerosi documenti e riferimenti: www.silverland.info

Un caso dimenticato, minimizzato e screditato per decenni… fino a oggi.



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