giovedì 16 maggio 2019

Una città sopra le nuvole di Venere?

Secondo la N.A.S.A. è possibile.

Venere potrebbe rivelarsi il giusto sostituto per il nostro pianeta. O meglio, le nuvole al di sopra del pianeta!

A sostenerlo è Geoffrey Landis, ricercatore della NASA che ha esposto la sua teoria per la prima volta nel 2011, nel corso di una conferenza sull'esplorazione spaziale ad Albuquerque.

Da quel giorno Landis ha conquistato sempre più sostenitori, tanto che, lo scorso ottobre due colleghi della nasa hanno progettato la missione HAVOC.

HAVOC prevede un’esplorazione preliminare di 30 giorni attorno alla cintura del pianeta Venere, grazie all'ausilio di velivoli a energia solare e giganteschi palloni aerostatici.

Seguiranno poi diverse analisi per capire se è possibile vivere al di sopra di questo pianeta.

Sono in molti a pensare che sarà Marte l’“erede” della Terra, tuttavia gli scienziati chiedono che le ricerche si concentrino anche su Venere ...


Il pianeta è infatti più vicino da raggiungere dalla Terra rispetto a Marte (6 mesi contro i 9 mesi del pianeta rosso), oltre che di dimensioni quasi analoghe a quelle del pianeta blu. Oltre le nuvole di Venere, inoltre, l’atmosfera e la gravità sarebbero molto simili a quelle terrestri.

Per questo motivo e per via delle elevate temperature che rendono invivibile il pianeta di giorno, il nostro posto potrebbe essere a 50 - 60 chilometri sopra la superficie di Venere, in città galleggianti.

Landis immagina una città che si svilupperebbe all'interno di palloni aerostatici riempiti di azoto e ossigeno e che ci consentirebbero di galleggiare sopra la restante atmosfera di anidride carbonica.

“A 50 chilometri di altitudine, Venere è straordinariamente simile alla Terra, se non si considera la necessità di eventuali progetti di terraforming intensivo. La pressione atmosferica raggiunge l’accettabilissimo valore di 1 bar, la gravità è circa il 90% di quella terrestre e le temperature vanno dai 0 ai 50 gradi Celsius” afferma Geoffrey Landis.

Venere è attualmente considerato come il pianeta gemello della Terra, non per le condizioni offerte ma per la similarità delle sue dimensioni . 

All'inizio del ventesimo secolo e con le scarse conoscenze astronomiche del tempo, la fantascienza descriveva Venere come una sorta di pianeta delle meraviglie, con temperature particolarmente miti, immaginando inoltre la presenza di foreste lussureggianti e di una fauna variegata.

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Sappiamo che, per quanto strano possa sembrare, la zona con le condizioni più simili a quelle terrestri coincide proprio con l'atmosfera di Venere. L'atmosfera di questo pianeta è composta al 97% di anidride carbonica, dal 3% di azoto con tracce di altri gas, oltre ad una piccola percentuale di acido solforico, la cui condensazione in nuvole determina la caratteristica luminosità di Venere.

Ad un'altitudine compresa tra i 50 ed i 60 km, pressione atmosferica e temperatura possono essere paragonate a quelle dell'atmosfera inferiore terrestre. Le temperature inoltre risultano particolarmente miti, tra i 20° ei 30° C, inoltre l'atmosfera è abbastanza densa da rappresentare un'ottima protezione dalle radiazioni ionizzanti spaziali per un eventuale equipaggio umano in missione.


Da qui l'idea di sviluppare di sviluppare delle aeronavi concettuali, in grado di galleggiare a questa altezza se riempite con una miscela di gas come ossigeno ed azoto. 

L'area con presenza di acido solforico si posizione circa 30 km al di sotto, dunque un mezzo simile non dovrebbe soffrire eventuali problemi di corrosione legati all'acido.

Un eventuale equipaggio potrebbe operare con maggiore facilità, la pressione dell'aria incontrata infatti, sarebbe paragonabile a quella presente sulla cima del Kilimangiaro, ma con temperature sopra i 20 °. Teoricamente, non dovrebbe servire né isolamento né pressurizzazione della tuta.

Come detto poco sopra, sappiamo che la NASA sta valutando questa ed altre possibilità di esplorazione di Venere, ma tutte legate alla zona atmosferica sopra descritta. Si tratta di un piano a lungo termine, pertanto al momento non ci sono indicazioni pubbliche sulle tempistiche e nemmeno annunci ufficiali.

(Tratto da: www.hdblog.it)

Mentre il pianeta Marte potrebbe essere la prossima meta per l’uomo nella sua ricerca spaziale, un team di ricercatori della NASA sta lavorando a un concept davvero fantascientifico che in futuro potrebbe vedere l’uomo costruire una città galleggiante sulle nuvole di Venere.



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9 commenti:

  1. Quando ci si affida a quello che dice NASA ... Continuate a bervi imperterriti le puttanate di questo ente fasullo. Neppure 1 sola foto reale della terra e tutti i pecoroni li. Hey l'ha detto la NASA fratello! Mah no komment

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    1. Questo lo sappiamo da tempo, ma a dire il vero anche la NASA dice chiaramente che le immagini sono per la maggior parte ricostruzioni, semplice elaborazioni di dati computerizzati.

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    2. Le immagini sono totalmente fatte al computer non "per la maggior parte". Non ha nessun senso affidarsi a questo ente fasullo se non per fare pura disinfornazione.

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    3. L'ignobel non ha l'imiti.
      La NASA specialista in falsi è brava a gettare fumo negli occhi e a deviare l'attenzione con spazzatura come l'articolo.

      Non si sa nemmeno se su Marte ci sono andati e adesso la spazzatura venusiana.
      Per chi non lo sapesse ci sono foto di Marte del rover marziano che sono state fatte sulla terra in un luogo isolato le foto sono sovrapponibili.
      Gianni

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    4. Hanno bisogno di soldi per quello si inventano le "missioni". E come biasimarli visto la presa che hanno sul popolo bue :)

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    5. O, per dirla tutta, hanno bisogno di farci mancare il necessario per vivere tranquilli, al fine di mantenerci nello status di popolo bue...di soldi ne possono stampare quanti ne vogliono; il popolo bue deve stare male per continuare a sperare "inutilmente" di stare meglio, anche tra le nuvole.

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    6. Giuseppe hai espresso il mio stesso pensiero.
      Per i pecoroni invigliacchiti ci sono sempre le preghiere che sono a costo zero.
      Gianni

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    7. Questa sarebbe l'informazione che fate (mi riferisco ai 2 premi Nobel)??!

      Confermo il disturbo ossessivo compulsivo grave.

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  2. Non sappiamo nemmeno se i pianeti con cui ci tartassano i neuroni e le gonadi da sempre ospitino vita di terza dimensione, figuriamoci pensare a poterci andare a vivere.
    Un tizio una volta mi disse che su Marte c'era già un sacco di gente della Terra, in astrale però, poi ognuno tornava necessariamente a casa sua 😊

    Ma poi se l'universo è una nostra creazione e a me di Marte e Venere non frega un accidente, esistono lo stesso? Ai posteri l'ardua sentenza 😄

    Enoch

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