giovedì 22 novembre 2018

Il cervello è necessario ma non sufficiente a spiegare la coscienza...

...la neuroscienza e la clinica lo confermano (Nde e non-località)

"Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Sé o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.» (C.G.Jung)

"La coscienza non è riducibile a eventi neurali. Il significato del messaggio non sarà mai trovato nella chimica dell’inchiostro."(Roger Sperry, Nobel per la neurofisiologia)
La mente non è strettamente correlata al cervello e al suo funzionamento.
Come riporta il titolo di un interessante libro sul tema del neurochirurgo Massimo Gandolfini:

“Il cervello è organo necessario ma non sufficiente a spiegare la coscienza”

L’intero mondo antico lo ha sempre saputo, oggi noi lo stiamo lentamente accettando grazie ai risultati empirici e i nuovi paradigmi della neuroscienza contemporanea e della psicologia [Gallese; K.Pribram & Bohm; Sheldrake; S.Hameroff; C.G.Jung; Zylberbaum, etc].

Studiosi come Hameroff & Penrose, o Karl Pribram, hanno elaborato alcuni dei paradigmi attualmente più accreditati per quanto riguarda il possibile funzionamento del sistema cervello/psiche.

Ma nonostante ciò, in ancora moltissimi ambiti accademici di Psicologia e Medicina, gli “addetti” sembrano non esserne minimamente a conoscenza, continuando a insegnare e divulgare ciò che hanno studiato 20-30 anni fa attraverso i vecchi paradigmi meccanicistici/riduttivi, gli stessi paradigmi che sono attualmente sempre più in disuso e incompatibili con la recente ricerca empirica e fenomenologica provenienti dai campi quali la neuroscienza, la psicologia e la fisica.
Qui di seguito troverete un piccolissimo assaggio (video) proveniente dal campo della ricerca in ambito neurofisiologico e psicologico. A parlare è il dott. Bruce Greyson, Psichiatra noto, in questo stralcio di un convegno del 2008, ci lascia una piccola panoramica delle NDE (Near Death Experience – Esperienze Pre-Morte) in pazienti tenuti sotto osservazione. I dati sono abbastanza aggiornati.

Da tali studi derivano conseguenze epistemologiche imprescindibili per qualsiasi studio futuro del fenomeno della coscienza, che, come dimostra la letteratura più aggiornata, questa “coscienza” sembra essere “non-locale” (vedi Pribram, Hameroff e Penrose)

«[…] Si sapeva infatti che la coscienza era un epifenomeno dell’attività elettrico-chimica cerebrale, e che in assenza di attività cerebrale non poteva esserci nessuna forma di coscienza. Tuttavia, i recenti sviluppi delle tecniche di rianimazione, che hanno permesso di “riportare in vita” pazienti dichiarati clinicamente morti, hanno aperto inquietanti interrogativi riguardo i rapporti tra cervello e coscienza. […] La cosa più inquietante è che alcuni pazienti ciechi, hanno riferito e descritto con accuratezza oggetti ed eventi accaduti durante la loro NDE. »
(Ring., e Cooper,S., “Mindsight: Near Death and Out of Body Experiences in the Blind”, William James Center for Consciuosness Studies, Palo Alto 1999)

Bruce Greyson – Il problema mente-corpo alla luce delle NDE (Near Death Experience – Esperienze pre-morte)



ARTICOLI utili e d’approfondimento su “Cervello-Coscienza”:

Neuroscienza e Cervello – La cosiddetta morte cerebrale (articolo)
Near Death Experiences e Consapevolezza (da Neuroscienze.net – ne consiglio vivamente la lettura)
Morte e Coscienza (articolo)
Esperimento del neurofisiologo Zylberbaum (Messico, 1987) che dimostra per la prima volta sperimentalmente l’interconnessione cerebrale tra due persone a distanza
(cliccando invece QUI troverete l’articolo tecnico pubblicato in peer review su PubMed)
Riepilogo di diversi studi sperimentali che hanno dimostrato la possibilità della psiche di funzionare e inter-connettersi con sistemi esterni in maniera non-locale (ovvero anche a distanza). Tutti gli esperimenti qui citati sono hanno superato la peer review, ovvero sono presenti in letteratura scientifica e passati al vaglio scientifico più volte.
Karl Pribram. “modello cerebrale olografico della funzione cognitiva”. (Wikipedia)
Il modello ORCH-OR è un modello della mente ideato da Roger Penrose e Stuart Hameroff.
La coscienza è un effetto quantistico. Roger Penrose rilancia la sua teoria

Fonte: www.jungitalia.it

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Le enigmatiche esperienze di quasi-morte

10 commenti:

  1. Ogni realta' ha bisogno di qualcosa che possa elaborare le informazioni che la creano per essere vissuta,un umano senza cervello non puo' esistere,un compiter senza processore e' una scatola inutile,un processore piu potente dara' accesso al computer a piu possibilita' come un cervello piu performante fara' arrivare ad un maggior livello di "coscienza" all essere umano...la realta' dei telefonini di 15 anni fa era quella di telefonare e mandare sms adesso con processori piu potenti fanno anche il caffe ma le leggi matematiche alle quali sottostanno sono le stesse,solo che prima non erano in grado di elaborarle,come noi sicuramente non abbiamo le facolta' per percepire altre cose che sicuramente esistono.Noi cerchiamo di potenziare sempre piu i processori per nostri vantaggi,evidentemente chi ha inventato il nostro cervello non ha interesse che noi aumentiamo la nostra coscienza....o forse ritiene che non sia ancora il momento di rimuovere "i fermi" ad una "tecnogia" che sarebbe gia' anche pronta...

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  2. Al di là di tutte le convinzioni e le ipotesi di origine scientifica una cosa è assolutamente certa ed è che una Scienza di origine umana e quindi legata a questa dimensione materiale non è non sarà mai ingrado di spiegare tutto ciò che fa parte del Mondo dello Spirito.La Coscienza di cui parla l*articolo è qualcosa che non è ne materiale e ne visibile ai nostri sensi limitati e come tutto ciò che non è composto di materia esula dalla comprensione di qualunque Scienziato o Ricercatore di questo Mondo e quindi è inutile,secondo me,per la Ricerca Scientifica affannarsi a cercare di comprendere quello che non fa parte di questa Realtà ma invece di un Altra.L*uomo scienziato arriverà un giorno ai confini dell*Universo per vedere se stesso tornare indietro.Nostradamus.Emilio

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  3. La scienza e la religione hanno il diritto e il dovere di ricercare e teorizzare per crescere, anche se questo porterà solo a nuovi dubbi. L'ideale sarebbe insieme di pari passo Emilio...

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  4. La Scienza e la Religione non devono mai interrompere il loro cammino verso la Conoscenza perché questo penalizzerebbe il benessere e il futuro di tutta l*Umanita.Pero*nello stesso tempo,essendo una Scienza limitatamente Umana,deve prendere atto dei suoi limiti e comprendere,pur nei suoi grandi progressi presenti e futuri,di dover fare i conti anche essa con le sue famose Colonne d*Ercole impossibili da superare.Emilio

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  5. Per completare il mio pensiero,ecco un grande del Passato che aveva capito molto prima della Fisica Quantistica la Verità............Tutto ciò che ha realmente valore per l*uomo e per la sua esistenza attuale e futura è ciò che egli chiama Coscienza,tutto il resto è solo illusione.Platone Emilio

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  6. Coscienza?
    Il cervello integro non serve di per se, ci sono idrocefali con pochissimo cervello fisico e si sono laureati e hanno una vita normale. Da dove arrivano le loro capacità dal momento che gli manca gran parte del cervello?

    E' provato anche a livello forense, che alle volte i trapiantati acquisiscono abitudini e informazioni dal vecchio possessore dell'organo, due coscienze?

    Scienza e religione sono gli utimi che riusciranno a trovare anche solo un granello di conoscenza vera sulla coscienza, sono lontanissimi anche solo dal concepirla.

    Ma poi chi se ne frega di cosa è o non è, esistiamo questo solo conta e se si vuole la si cerca oppure si rinuncia è la libertà.


    Gianni

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  7. Gianni la fisica dei quanti é un ramo della scienza che si muove verso la coscienza!
    Anche nei Veda ci sono tentativi di spiegare la coscienza...
    Scienza e religione si impegnano...

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  8. Atunis è un fatto che in tanti sia nella scienza che nelle religioni cercano risposte sulla coscienza, o almeno vanno in quella direzione, questo porta a qualche barlume di sapere ma sostanzialmente è tempo sprecato.

    La coscienza non è esplorabile con la ragione o con mezzi esterni, ma solo con una profonda immersione in se stessi e per quanto a fondo si va, e ci sono persone in un po' tutti gli ambiti spirituali che hanno esplorato a fondo, non si arriva comunque a capire, solo ulteriori domande fino all'ultimo respiro.

    Essere coscienza è la meta, non è difficile abbiamo già la coscienza all'opera che aspetta solo di essere riportata in primo piano.
    Io non ci sono ancora riuscito, solo sprazzi molto saltuariamente.

    Gianni

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  9. Sono d*accordo con Gianni,la Ragione se non è accompagnata dalla Fede è insufficiente per scoprire le Grandi Verità e La Coscienza è una di queste.C*e*stato qualcuno nel corso della Storia dell*Umanita,ma parliamo di persone particolari come Mistici,Santi o Sensitivi che tramite una Ricerca personale interiore,sono riusciti a intravedere qualcosa,ma solo e soltanto sprazzi di verità,poiché esistono in questa dimensione cose come sosteneva Carl Gustav Jung che non sono soggette ai vincoli del tempo e dello spazio e assolutamente invisibili all*occhio umano.Emilio

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  10. Jung con quella frase si riferiva all'inconscio... comunque... il solo modo per capire la coscienza é andare avanti con la fisica quantistica o meglio capire come si uniscono fisica quantistica e relatività (trovare la Teoria del Tutto). Potete cercare dentro di voi quanto vi pare ma é come cercare in una stanza buia... senza una torcia non troverete nulla. Non é il momento...
    Scusate se ho distrutto le vostre speranze...

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