mercoledì 21 novembre 2018

La segnaletica sonora, sorgente di ogni vitalità - Alfred Tomatis (1920 - 2001)


“Tra i nostri 5 sensi il 65% delle percezioni giunge al Sistema Nervoso Centrale dall’udito”

«E' indispensabile ricordare che l'orecchio è dotato di un apparato che, da tempi immemorabili, funziona in un mezzo liquido, liquido marino più siero fisiologico. Sappiamo inoltre che il labirinto uditivo segue un processo evolutivo degno della massima considerazione. 

Secondo noi, appare come un organo centrale attorno al quale tutto si costituisce, tutto si concentra. 
Le sue funzioni principali ne fanno l'organizzatore, il regolatore di tutto il sistema nervoso. [ … ]

Certo, si tratta di una totale revisione delle nozioni acquisite, ma la somma dei risultati sperimentali e clinici ottenuti nel corso degli ultimi tre decenni, come pure le considerazioni cui fanno seguito delle evidenti deduzioni, ci impongono di tentare di rimettere in discussione dei concetti comunemente accettati.
Nel corso di questo cammino filogenetico, dovremo seguire la progressione dell'apparato labirintico partendo dalla linea laterale dei pesci inferiori sino alla struttura elaboratissima dell'orecchio umano. Vedremo che tutto si adatta in modo da assicurare l'ascolto, la comunicazione, il linguaggio. [ … ]


In effetti, essere un centro di energia significa ricevere degli stimoli e trasformarli in influssi nervosi. Significa accettare quanto proviene dall'esterno, e dare una risposta con un tono più efficace, vero risveglio muscolare 'infracosciente'.

Anche il fenomeno dell'equilibrio istituisce un dialogo con l'ambiente circostante, in concomitanza con una variazione posturale (in particolare antigravitaria) e con un meccanismo di localizzazione spaziale.


La lotta contro la forza di gravità viene rinforzata dall’apparizione sull’utricolo dei canali semicircolari che permettono all’apparato utricolo-sacculare di svolgere il proprio ruolo di sestante giroscopico per il mantenimento posturale.

I canali semicircolari, che nell’uomo sono tre, si inseriscono su due piani: uno verticale (canale superiore e canale posteriore) e l’altro orizzontale (canale esterno). 

La loro azione congiunta aumenta considerevolmente le possibilità di analisi e dei movimenti nello spazio.



La coclea

Ovviamente l’apparizione dell’ultimo elemento di questa fantastica costruzione ha un ruolo determinante nell’uomo: stiamo parlando della coclea, un’altra emanazione dell’arcaica linea laterale che migliora la postura corporea e permette l’analisi delle informazioni ricevute dalla vescicola labirintica. 

Una maggior percezione delle stimolazioni fornirà un eccesso di energia diretta verso la corteccia, perché questa possa svolgere i diversi compiti che le competono, in particolare quello relativo all’espressione del pensiero sotto forma di linguaggio e di creatività. 

La costruzione della coclea è uno dei fenomeni più stupefacenti dell’avventura filogenetica.
Per analizzare nei minimi dettagli anche le vibrazioni di ampiezza più debole che generano i fenomeni sonori, il canale cocleare prende una forma elicoidale particolarmente elaborata.

L’analisi viene condotta in modo magistrale e quasi istantaneo.

La coclea assicura questa analisi e, contemporaneamente, aumenta in modo sostanziale l’apporto energetico mediante risposte degli apparati sensoriali periferici della ‘stirpe Corti’, che anch’essi contengono elementi ciliati che ovviamente vivono in un mezzo acquatico. 

Così dunque la coclea consente di convogliare gli afflussi di energia in direzione della corteccia e di rafforzare le posture corporee per ottenere una migliore comunicazione con l’ambiente, soprattutto attraverso il linguaggio.
Fra l’altro è interessante notare i passaggi effettuati dal sistema nervoso parallelamente alla trasformazione della vescicola labirintica. Dalle meduse ai mammiferi superiori, si assiste a un’evoluzione progressiva sia dell’orecchio sia del sistema nervoso.

Tutto accade come se una precessione obbligasse l’orecchio ad assumere un ruolo consistente nello stimolare lo sviluppo del sistema nervoso.» 

da “La notte uterina”, Alfred Tomatis, 1996, Red Edizioni
Fonte: www.facebook.com (tramite Paolo Lapponi)


L’argomento principale dell’opera del prof. Alfred Tomatis, “La Notte Uterina”, è l’ascolto, e in particolare di far comprendere ciò che è l’ascolto della vita all’interno della cavità uterina.

Fin dal 1947 le sue ricerche in questo campo lo conducono a scoprire il vissuto sonoro del feto, ciò che riceve e ciò che sente nell’ambiente uterino, soprattutto come percepisce la voce della madre e come comunica con lei. Intraprende alcuni esperimenti per capire come il feto percepisce la voce materna attraverso il liquido amniotico e giunge a delle modulazioni molto filtrate che chiama “suoni filtrati”, che riproduce elettronicamente e che fa sentire attraverso l’orecchio elettronico con risultati efficaci.

Scontrato da colleghi che affermano che il feto sente essenzialmente suoni gravi, Alfred Tomatis studia gli effetti prodotti dai diversi campioni di suono. La sua osservazione lo porta a scoprire la vera lingua materna percepita dal feto e cioè la pre-struttura del linguaggio sociale nella quale si situa il simbolo materno.

Spiega che la funzione del linguaggio s’appropria del sistema nervoso attraverso l’orecchio per via vestibolare e per via cocleare.

Dopo aver provato che il feto sente, determina che inizia a sentire con l’orecchio a partire dal quarto mese e mezzo di vita intra-uterina, ma che la percezione uditiva è già vissuta dall’embrione, concezione che solleva numerose controversie.

Dopo diversi esperimenti il prof. Tomatis riesce a selezionare la voce della madre sentita in utero. Così inizia a utilizzarla con successo sui bambini e nell’impossibilità di registrare la voce materna la sostituisce con la musica di Mozart.

Particolarmente interessato a cosa succede nell’universo uterino sul piano della comunicazione sonora che esiste tra madre e feto, Alfred Tomatis indaga sul modo in cui il feto capta i suoni e li seleziona e quindi come percepisce sua madre e quale modalità di comunicazione si stabilisce tra di loro. Ne deduce che il primo gesto percettivo del feto sarà di tendere l’orecchio per mettersi in ascolto e che questo organo suscita e introduce la funzione linguistica.

Segue una descrizione dettagliata dell’orecchio, mettendo in risalto il suo campo d’azione molto esteso, perfino a tutto il sistema nervoso. Insiste in modo particolare sulla cellula del Corti che ha come compito di trasformare la sollecitazione meccanica ricevuta in informazioni psico-chimiche che causano scambio di informazioni con i filetti nervosi periferici del nervo uditivo. Descrive dettagliatamente le caratteristiche di questa cellula. Prosegue con un’esposizione dell’evoluzione dell’orecchio che considera un organo centrale attorno al quale tutto si costituisce e di cui le funzioni principali ne fanno il regolatore di tutto il sistema nervoso.

Dopo la spiegazione della progressione filogenetica dell’orecchio, con i vari stadi dell’utricolo, del sacculo, della lagena e della coclea, il prof. Tomatis ce ne svela il profilo ontogenetico e fa un approccio anatomico-fisiologico dell’organo dell’udito costruitosi a partire dall’orecchio interno che si collega prima all’orecchio medio e poi all’orecchio esterno. Affronta poi lo studio neurologico dell’orecchio con la descrizione degli integratori, vestibolare, visivo e cocleare o linguistico. Conclude che il corpo assume la posizione verticale per tendere l’orecchio e, per diventare un totale orecchio, l’uomo è dotato di un sistema nervoso che risponde alla realizzazione di questa funzione.



Per Alfred Tomatis la finalità dell’esistenza dell’uomo è di scoprire la funzione dell’ascolto della vita. 

L’embrione, prima di udire l’ambiente, comincia a percepire la proprio esistenza in un ordine organico sempre più complesso, un rumore cellulare, egli percepisce il suono della vita. Il rumore della vita si situa nella zona degli acuti, ciò che Tomatis ha chiamato i “suoni filtrati”. Per riuscire a percepire la vita che canta il corpo deve assumere una postura d’ascolto particolare che permetterà alla vescicola labirintica di sistemarsi per captare questo suono particolare. L’organo del Corti vibra stimolato da questa permanente modulazione della vita. Il bambino non dimentica questa prima modulazione, perché la vive attraverso la voce di sua madre che ascolta durante la sua vita uterina e si congiunge con la modulazione d’amore che trasmette la madre. Su questo fondale sonoro che costituisce il suono della vita, si instaurerà tra lui e la madre un vero dialogo. Il linguaggio futuro si prepara partendo da questo dialogo. L’assenza della voce materna in utero rischia di compromettere la genesi della funzione di ascolto.

Il prof. Tomatis dice che la voce materna si trasmette all’orecchio del feto attraverso la trasmissione ossea, lungo la colonna vertebrale che agisce come filtro. Questo percorso favorirà come un filtro il passaggio dei suoni acuti. Ribadisce che la voce materna costituisce l’impasto sonoro sul quale si modella il linguaggio e dice che dobbiamo constatare la forza dell’imprinting linguistico durante la vita uterina.

A questo punto si studiano gli stadi della coscienza. La coordinazione dell’azione del cervello vestibolare mediante dei fasci prima motori quindi sensori, con il relais del cervelletto, dell’oliva bulbare e del nucleo rosso, risveglia un embrione di coscienza, la proto-coscienza. Su di essa si basano gli altri stadi della coscienza fino ad arrivare ad un livello superiore.

Le informazioni che provengono dalle parti del corpo dotate di cellule sensoriali contribuiscono al risveglio della coscienza. Ogni organo periferico accumula le informazioni sui primi elementi cellulari nervosi che lo sostengono, realizzando così una pre-memoria profonda. Le mani, ricche di elementi sensoriali, raccolgono informazioni sull’universo uterino e fanno nascere delle sensazioni fondamentali raccolte e utilizzate con il successivo intervento degli stadi superiori.

Il prof. Tomatis accenna alla spiegazione molto interessante della struttura interna arcaica dell’albero collegata allo sviluppo della vita del feto in utero. Si sofferma poi sul sistema parasimpatico in quanto raccoglitore di informazioni agli organi interni e conclude che il ricordo sembra paradossalmente impedire la memoria, l’uomo dimentica di essere fondamentalmente buono solo perché le sue reazioni di fronte all’ambiente gli impediscono di oggettivare questo suo stato.

L’evoluzione del feto segue le seguenti tappe: l’ovulo, l’ovulo fecondato, lo stadio embrionale, lo stadio fetale. Il prof. Tomatis illustra delle patologie dovute ad una evoluzione anatomica unita a disarmonia funzionale. Spiega anche casi di regressione. Ci espone le anamnesi dei casi citati, le relative terapie e gli esiti.

Un capitolo è dedicato all’esposizione delle ricerche sull’ascolto del feto, studi sulle reazioni del feto ai suoni, sulla misura della soglia di sensibilità ai suoni a diversi livelli frequenziali e delle varie tecniche utilizzate. Insiste sull’esistenza dei filtri regolatori dell’orecchio del feto che gli permettono di percepire gli acuti e afferma di nuovo che il feto ascolta e acquisisce un pre-linguaggio.

La Scienza conferma le ipotesi enunciate dal prof. Tomatis e altri studi sullo sviluppo umano confermano l’inizio dell’attività dell’orecchio per quanto concerne i suoni acuti, che precedono l’estensione verso i medi e i gravi e la preferenza del feto per le frequenze alte.

Alfred Tomatis conclude che nella sua struttura in formazione l’embrio-feto non è che il contenitore di un essere in ascolto. La funzione sulla quale si fonda tutta la dinamica umana è l’ascolto. Questa facoltà essenziale s’instaura fin dal principio nel più profondo della notte uterina. Comunicare significa aprire il suo cuore. E’ questo l’ascolto.

8 commenti:

  1. A questo punto urge una legge che vieti la procheazione alle donne sordomute!

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    1. Sai una cosa... ci ho pensato anch'io! Conosco persone sorde e quasi quasi mi suonava un po' discriminatorio. Ma alcune vibrazioni le percepiscono comunque, anche se non dall'apparato uditivo. Non pensiamo male dai :P

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  2. Catherine prova a fare questo ragionamento.

    La realtà è assai più vasta. Noi non siamo il nostro udito, qualsiasi cosa siamo non siamo l'udito, tu sei Catherine non il tuo udito.

    E non sei nemmeno il tuo corpo che è solo una apparenza.

    Allo specchio ti vedi bella solida ti vedi una Catherine tutta intera e separata da tutto il resto, nessun dubbio che vedi una cosa che esiste di nome Catherine.
    Sotto la pelle ci sono organi vari ma nessuno è Catherine, sono fatti da una moltitudine di cose più piccole ma nessuna di esse è Catherine, e così via all'infinito di cose sempre più piccole ma nessuna di esse è Catherine.

    La pelle almeno questa è quello che definisce Catherine, non è così, vista da vicinissimo non esiste un vero confine o un vero contenitore anche lei è fatta da una infinità di cose ma nessuna di esse è Catherine.

    Se ci ragioni un po' sopra arrivi inevitabilmente a capire che sei un contenitore vuoto altrimenti non ci starebbe dentro niente, un contenitore invisibile che tiene confinati una infinità di piccole cose, ma il contenitore non è Catherine

    Se non sei nessuna di queste cose cosa sei? Dove è questa Catherine? Non sotto la pelle, non nella testa, dove diavolo dimori realmente?
    Se inizi ad avere dei dubbi benvenuta nel club dei confusi, oppure di quelli che cercano una risposta in una direzione nuova e del tutto personale.

    Questo insegnamento mi è stato dato in un viaggio sciamanico nei mondi invisibili.


    Gianni


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  3. O che avei bisogno d anda' fin costaggiue pe arrivare a codeste conclusioni???!!!:-)))

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  4. L'entità Catherine si trova inevitabilmente all'interno del suo corpo che non è altro che un insieme di particelle che vibrano ad una certa frequenza diversa rispetto all'esterno. Questo perché con la nascita lei ha pensato ciò ed ha fatto esperienza. Tutti pensiamo e facciamo questa esperienza perché essendo emanazioni di Dio (passatemi il termine.chiamatelo come vi pare) siamo specchio di ciò che "ha pensato" ed ha voluto "lui".
    Perdonate la confusione ma non è facile tentare una spiegazione

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  5. Il nostro corpo ed è ormai risaputo da tutte le branche di ricerca umana e quindi da Scienza,Filosofia,Religione e da altre discipline di Ricerca non è altro che un contenitore che ci è stato dato da Colui che un giorno ci ha creato per darci la facoltà di vivere la nostra Esistenza.Esso è come un abito che noi indossiamo nel corso della nostra vita e che al termine di questa ,ormai logoro e usato.abbandoniamo per fa si che ciò che siamo veramente e quindi per capirci la vera Catherine o meglio il suo spirito,possa finalmente libero dai vincoli creati dalla Materia,iniziare il suo percorso che lo condurrà alle Sorgenti della Vita.Nella nuova esistenza,almeno così dichiarano i veri Mistici,I Santi di tutte le Religioni e i Grandi Sensitivi che sono passati su questa Terra,i nostri sensi materiali non hanno alcuna utilità ,poiché la comunicazione tra le nostre vere essenze in quel Mondo, si manifesta attraverso la forza e l*energia del Pensiero.E in quel Mondo tutto è Luce e Amore.Emilio

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  6. È importante dire che il percorso inizia nella materia e non dopo! Si deve fare esperienza sennò a che servirebbe?!

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  7. Lo scopo di vederci come un non corpo in cui qualunque cosa si è, non si è il corpo, è di iniziare a fare dei ragionamenti per liberarsi dell'identificazione con il corpo, base non evitabile se si vuole andare oltre con la ricerca interiore.

    Pare una cosa semplice quasi banale, ma non è così, si sa bene che siamo qualcosa di diverso dal corpo, ma il corpo è sempre ben presente.
    Provateci e vedrete quanto è difficile e quanto lavoro ci vuole.

    Poi dal corpo si passa al resto della creazione, si arriva a vedere tutte le possibili visioni di se stessi e del mondo ed essere liberi di ciascuna di esse.
    A questo punto l'inimmaginabile diventa alla nostra portata.

    Le persone se ci guarda in giro venerano il proprio corpo al punto di farne delle copie alla moda del momento.

    Gianni

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