lunedì 16 luglio 2018

Politica vegetale

di Francesco Neri

Guardiamo le piante, e siccome non fanno nulla, rispetto a noi, le riteniamo piuttosto passive.

Qualcosa a metà tra gli inerti minerali e noi.

Siccome non chiacchierano non scrivono, non ballano, non fanno musica, non si hanno notizie di lunghe dissertazioni filosofiche fatte dalle piante, le riteniamo poco intelligenti.
Non esistono cattedrali né monumenti, costruiti dalle piante, né musei.


In realtà se riflettessimo sul fatto che non pagano tasse, non trafficano esseri vegetali, non lavorano, non fanno guerre di boschi contro cespugli, potremmo ripensare sul fatto che proprio stupide non sono, le piante.

E poi..


Chiacchierare si è scoperto che chiacchierano: una vasta gamma di segnali chimici ed elettromagnetici viene scambiata in continuazione: variabilità e ricchezza di segnale possono assimilare questa comunicazione al vero e proprio "parlare", magari in ipertestuale, vista l'ampia gamma di contenuti a disposizione.

Il ricco dialogo avviene via etere ma ancor di più tramite via elettromagnetica di rete fungina. Anche a grande distanza. Una pianta riesce così a sapere se esiste una molecola, per lei interessante, su migliaia di miliardi, surclassando così, in precisione, il più sofisticato laboratorio del Mit.

Le piante a volte inviano sostanze nutritive, come dire, "gratis" a vecchi ceppi malandati, tenendoli in vita per decenni, come se aiutassero un vecchio amico malandato.

In quanto a cattedrali ne hanno di colossali. Addirittura, le piramidi , Colossero, l'intera Roma o New York sembrano cacatine di mosca rispetto all'Amazzonia o al Borneo. Enormi monumenti all'era vegetale, che domina il pianeta non da mille, ne diecimila, e neanche da milioni di anni.

Ma da mille milioni di anni..


E' da un miliardo di anni che le piante producono nutrimento per i sistemi a loro adiacenti, con tale forza e continuità da aver cambiato il pianeta, da averne modificato gli equilibri così tanto da permettere infine la nascita e la sopravvivenza degli animali, e infine la nostra.
Nonostante i nostri devastanti sforzi, un viaggiatore planetario annoterebbe "pianeta dominato dai vegetali" se passasse a fianco alla Terra, con il taccuino da ricognitore in mano. Ogni microscopico lembo di terra viene colonizzato istantaneamente da vegetali se vuoto, o ri-colonizzato, se abbandonato anche per poco.

Sono germogliati semi trovati nel deserto dentro grotte di ventimila anni fa. Una superba memoria che dura ventimila anni ! la nostra tecnologia fa fatica a tenere backup per più di 40 anni e questo crea apprensione negli esperti di "storage". Sembra che della nostra era digitale resterà ben poco, sul lungo periodo....

Nella nostra pochezza analitica, un'altra cosa ci lascia basiti delle piante: Non hanno un cervello, polmoni, i reni, non hanno il cuore !

Ma guardando bene, scopriamo la cosa più interessante in assoluto. Nella pianta, tutto è cervello, tutto è polmone, tutto è cuore.

Ogni parte della pianta pensa, riflette, comunica, contribuisce. Ogni parte da il suo contributo e le specializzazioni sono molto ridotte: si, le foglie fan le foglie e le radici fan le radici, ma potere colpire la pianta dove volete, e non la colpirete al cuore, potete trafiggerla e non le bucherete i polmoni anzi, ingloberà la vostra arma magari come futuro supporto. Addirittura, in molti casi, potere anche tagliarla alla base, e ricrescerà. Addirittura, e non tutti lo sanno, potete anche darle fuoco, disintegrarla. Centinaia di piante li attorno hanno lo stesso DNA. Sono QUELLA pianta.
Non si spostano se aggredite le piante, perché si son già spostate. Duplicate, autoclonate.
Sono ologrammi moltiplicativi dello stesso essere....


Sapete qual'è il più grande essere vivente del pianeta ?
Un ficus.


E' grande diversi ettari. E pesa, stimato, 700 mila tonnellate, quindi come 20 mila balene. Sembra un bosco, ma in realtà è un unico, clamoroso albero.

Ci sono poi alberi che hanno 2000, 3000, addirittura un baobab ha seimila anni. Era già lì quando mancavano generazioni e generazioni a che nascesse il bisnonno di Ramses, e sta ancora lì. Chissà cosa pensa di questi piccoli scatenati bipedi, che arrivan senza nulla, se ne vanno senza nulla, e non perdono occasione durante la loro brevissima esistenza di lottare per poter dire "mio".

Nelle piante ogni parte pensa al tutto, o il tutto pensa a ogni parte ma senza dipenderne.
Non c'è un capo, non c'è una parte che, se colpita, azzera il potere del tutto.
Non ci sono gerarchie tra le parti e non ci può essere una parte traditrice che manda tutto in rovina.
La pianta è la rappresentazione sublime dell'intelligenza collettiva applicata.

Perché il titolo del post è "Politica vegetale" ?

Perché è così che un movimento potrebbe avere qualche possibilità di garantire il successo, cioè salute e resilienza a se stesso a alla comunità al cui bene è devoluta la sua attività.


L'intelligenza collettiva, in cui ogni parte collabora al bene comune ma il bene comune è indipendente da ogni parte.

Nessuna parte prevale, nessun individuo ancor meno, e il bene comune sarà esattamente l'espressione della sommatoria delle intelligenze applicate di tutte le sue componenti.

Come esempio eclatante di come ciò sia stato promesso e premesso, ma poi tradito, posso citare il Movimento Cinque Stelle.
Ora decide tutto Di Maio, mi dicono. Magari su ordine di Casalino, o viceversa, o di Casaleggio. Ma poco importa.

L'intelligenza di uno di questi è la minima, quasi nulla parte dell'intelligenza collettiva che doveva soggiacere al cambiamento epocale che serviva.
La possibilità di esser ricattato di costui, è infinita rispetto a quella che avrebbe contraddistinto un insieme numeroso e paritetico di soggetti. La possibilità di esser eliminato idem.

L'intelligenza collettiva, ancorché potenziale di una moltitudine è stata sostituita dalle inefficienze, dalle ignoranze, dalle inettitudini e dalle debolezze di un singolo.
Una struttura rigidamente gerarchica a strati impermeabili tra loro, con comunicazioni estremamente inefficienti tra diversi livelli che già NON dovevano neanche esistere.
Peggio di così, era difficile fare.

Da un punto di vista resiliente e intellettivo è un tracollo.

Bisogna seriamente stilare, secondo me, metodi di studio prima e di imitazione poi, affinché siano replicati i modi e le strutture che hanno avuto successo in sistemi più evoluti del nostro, e replicarli poi nei nostri moduli organizzativi.


Guardiamo la natura, che usa un coefficiente di intelligenza incommensurabile rispetto al nostro, e copiamolo.

Come comunicano e come interagiscono le unità, cioè le cellule, in un VERO sistema "peer to peer ", cioè dove "uno vale uno" ?
Come, infine, vengono prese le decisioni ?

Esistono comunità umane che queste cose le avevano capite e risolte, ma loro avevano capito che i mondo è perfetto così, e l'unica cosa da fare è....nulla.
O pochissimo. E non modificarne gli equilibri. Natura e Dio sono sinonimi, e chi vorrebbe migliorare Dio, sensatamente ?
Ora noi questo non possiamo più farlo.

Siamo sette miliardi e mezzo e abbiamo modificato un sacco di cose, indietro non possiamo tornarci.

Dobbiamo, per avere qualche speranza, applicare la nostra intelligenza collettiva.
Capire, una volta per tutte, che siamo particelle, anzi, cellule di un grande organismo, che non ha nessuna possibilità di raggiungere salute, e quindi felicità per le sue componenti, se predilige competizione e conflitto tra le sue parti.
E neanche se pone in essere strane e arbitrarie gerarchie.

Abbiamo, ognuno di noi, un cervello, i reni, il cuore, i polmoni.

Pensate se questi organi fossero in conflitto tra loro.
Vuoi l'ossigeno ? Peccato. Non ci sono le coperture.
Vuoi il sangue ? Te ne do poco. Siamo in austerità.

Starebbero bene solo le ossa, col calcio a tutte le ore...


Fonte: www.facebook.com/francesco.neri.

Le immagini in bianco e nero sono tratte da questo articolo dove ne potrete ammirare altre, altrettanto belle! ^_^
Gli alberi più antichi e maestosi del mondo

4 commenti:

  1. la Natura esiste, la vediamo, la tocchiamo. D'io non esiste, nessuno l'ha visto se non durante una drogata, e quindi non facciamo confusioni. Esiste il Tao, la Natura, il negativo ed il positivo che danno la Luce. Purtroppo esiste, questo calcio che però non fa bene né alle ossa, né ai cervelli diseredati della ragione. L'unico calcio valido per costori è il galcio al gulo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per quanto riguarda il calcio mercato potrei essere anche d'accordo in quanto non m'interesso molto di sport a scopo lucrativo! :)))
      Per il resto, non ho le certezze tue, nel senso che non tutto ciò che non vediamo non possa esistere. Tu hai mai visto concretamente un batterio? Io ho solo visto immagini di un batterio ad esempio.. .. (..e non parliamo dei cosiddetti "virus" )
      Ciò che non vediamo, che non tocchiamo, tutt'al più non esiste per noi, ma per gli altri?
      Ognuno ha, nel suo mondo interiore, una realtà che non può condividere con nessuno. E qualcuno ascolta anche quella... E se si vuole vedere nella Natura la manifestazione di un "divino" va bene, per me non ci sono problemi, importa relativamente il motore che conduce alla consapevolezza, purché si cominci a comprenderla, a rispettarla, sapendo che Lei è "sacra", nel senso che se ci distaccheremo troppo da Lei non avremo scampo, perché ne facciamo parte integrante, ne siamo co-dipendenti, tutti, ed è una delle cose che dovremmo cominciare a ficcarci bene in testa ;)

      Elimina
  2. Dunque, davanti a casa mia in campagna c'è un meraviglioso boschetto di Eucaliptus piantati dal mio compagno quando era bambino insieme a suo padre (che gli ha insegnato tutto sulle piante e non solo). Questo boschetto io lo amo e ci passo molto tempo in primavera-estate, parlo con gli alberi, li tocco, li accarezzo e li abbraccio quando sento che il loro spirito è pronto.
    Un giorno, presa dalle mie elucubrazioni mentali, ho innalzato al cielo e agli alberi stessi una domanda muta, lasciandola sospesa nell'aria.

    Me ne ero dimenticata, presa dal quotidiano e le sue fatiche, quando pochi giorni dopo camminando tra gli alberi ne vedo uno sulla cui corteccia appariva una bella lettera È, proprio come l'ho scritta, con l'accento sopra.
    Gli Eucaliptus sono alberi la cui corteccia cade da sola, fanno una sorta di muta periodica del loro rivestimento, e quella È era proprio ciò che restava dello "scortecciamento".
    Insomma l'albero aveva risposto alla mia domanda, e solo io la conoscevo fino a quel giorno, nessun altro umano, per cui non è uno scherzo da parte di qualcuno.
    Ho anche un paio di foto come prova.
    La risposta stava a significare che tutto è ed è perfetto così, come anche nell'articolo viene citato, e che non c'è nulla da cambiare, da annientare, bensì da comprendere profondamente e accettare di essere parte di un TUTTO che non funziona se anche una sua piccolissima parte soffre.

    La Natura è non solo viva ma è dotata di intelligenza, di memoria e di spirito, ascolta e se viene trattata con Amore puro risponde con altrettanto amore.
    Attenzione a non maltrattare le pietre, sono in fase evolutiva anche loro!

    RispondiElimina