giovedì 3 maggio 2018

Nootropi: Guida completa per principianti


Il regno dei nootropi, talvolta erroneamente chiamati smart drugs (a breve vi spiegherò la differenza tra i due), nel periodo attorno alla loro concezione era riservato ai pochi appassionati e coloro con una buona conoscenza dell’inglese.

In questi anni i nootropi hanno acquisito una visibilità molto più diffusa, e sono ormai accessibili a tutti come mai prima d’ora, grazie all’aumento dei venditori e delle communities online che ne hanno fatto un prodotto reperibile da chiunque. 
Non è un caso che al giorno d’oggi tutti gli imprenditori e gli studenti universitari di successo fanno uso di nootropi.

Il termine “nootropics” è ormai cercatissimo sul motore di ricerca Google già dal 2011 (l’anno in cui il film Limitless fu lanciato nelle sale cinematografiche), e certamente l’interesse delle masse sull’argomento non può che continuare ad aumentare. Anche se queste sostanze hanno una posizione ancora minore nel mondo, e sono in qualche modo relegate agli imprenditori, gli universitari e in generale le poche persone con una conoscenza approfondita dell’inglese, la loro infiltrazione nel cosiddetto mainstream è oramai innegabile ...


Cosa sono i Nootropi?

Sebbene il concetto di nootropo sia relativamente recente, queste sostanze non sono nient’altro che l’ultima evoluzione di una lunga serie di tecniche (prima) e sostanze (poi) che gli esseri umani hanno utilizzato nel corso della storia allo scopo di aumentare le loro capacità cognitive.

Dai metodi mnemonici dell’antica Grecia, alla scoperta della cocaina a fine 800 (chi non ricorda l’entusiastico saggio “Uber Coca” di Freud, e le frequenti iniezioni di cocaina di Sherlock Holmes nei suoi famosi romanzi), oggi abbiamo la fortuna di poter usufruire di sostanze molto più sicure ed efficaci a basso prezzo, con innumerevoli studi scientifici alle spalle che confermano la loro efficacia.

Corneliu E. Giurgea (a destra), il chimico rumeno che per primo sintetizzò il Piracetam, sviluppò il concetto di “sostanza nootropa” (nootropic substance) già nel 1972. [1] La parola “nootropo” deriva dalle parole greche “νους” (nous) e “τρoπoς” (tropos), dal significato, rispettivamente, di “mente” e “piegare/cambiare”. Ed è esattamente ciò che fanno queste sostanze.

I nootropi infatti alterano positivamente il funzionamento della mente, e si distinguono dalle smart drugs poiché hanno effetti collaterali nulli o quasi, e generalmente non richiedono prescrizione medica.

Questo è il motivo per cui l’Adderall e il Ritalin sono considerate smart drugs e non nootropi, e alcuni includono anche il Modafinil in questa categoria.

La ricerca sui nootropi è finalizzata alla scoperta di nuove sostanze capaci di migliorare le capacità cognitive del cervello, e quindi di compensare eventuali deficit neuro-psicologici, come, ad esempio, quelli legati all’invecchiamento.[2]
– Corneliu E. Giurgea


Le sostanze nootrope sono una specifica branca delle sostanze psicoattive. 

Secondo Giurgea, una sostanza o un farmaco possono essere considerati nootropi se rientrano nei seguenti criteri:
- Migliorano l’apprendimento e la memoria.
- Fortificano la resistenza mentale alle condizioni che favorirebbero la perdita degli stati mentali acquisiti.
- Proteggono il cervello da danni fisici o chimici (come possono esserlo quelli provocati da una contusione, una neurotossina, l’inquinamento, determinati farmaci ecc).
- Aumentano l’efficacia dei meccanismi di controllo del cervello della zona corticale/subcorticale (migliorando, per esempio, i tempi di reazione).
- Tipicamente mancano di effetti collaterali come la sedazione, e possiedono una bassissima tossicità.

Sebbene siano questi i criteri fondanti dietro il concetto di sostanza nootropa, molte delle definizioni più moderne ne danno un quadro più generico. Ai giorni d’oggi, i nootropi sono tutte quelle sostanze naturali o sintetiche che potenziano le capacità cognitive e la memoria. Molti dei nootropi classici, ad esempio i racetam (o derivati del piracetam) e le fonti di colina, sono stati utilizzati nel passato (o lo sono tuttora) come trattamento per la demenza e l’Alzheimer, mentre altri, più oscuri, sono ancora sostanze di ricerca non utilizzate nella pratica clinica.

CONSIGLIO Lo so che questo articolo è lungo e vorresti immediatamente correre a provare dei nootropi, ci siamo passati tutti. Ti consiglio tuttavia di trovare un po' di tempo libero per leggere la guida nella sua interezza, o in alternativa stampare la pagina e leggerla un po' alla volta. Al termine dell’articolo avrai tutte le conoscenze richieste per iniziare a far uso di nootropi, e ciò ti sarà utile anche nel caso decidessi di partecipare alla nostra community (cosa che consiglio fortemente in quanto è il modo migliore per imparare). Eviterai infatti di fare domande ‘inutili’ le cui risposte sono già contenute in questo articolo.

Se ci basiamo su questa definizione generica, c’è un’alta probabilità che già assumiate regolarmente una sostanza di tipo nootropo. La caffeina, la droga più popolare al mondo, è comunemente classificata come sostanza nootropa, in quanto migliora l’attenzione e l’apprendimento, oltre ad avere un leggero effetto stimolante di tipo fisico e mentale.[3] [4]

Alcune sostanze che non migliorano esplicitamente la memoria sono comunque spesso definite nootrope. 

Fra queste troviamo sostanze che migliorano l’umore o riducono l’ansia (in gergo un ansiolitico), o più semplicemente che procurano una sensazione di controllo e benessere più generale.

Esempi di tali sostanze sono il Phenibut (un ansiolitico che non nuoce le capacità cognitive e l’attenzione), la Sulbutiamina (un derivato della vitamina B1 utilizzata in passato come psicostimolante) e l’Ashwagandha (una pianta ad effetto ansiolitico e anti-cortisolo). 

Sebbene queste sostanze non possiedano meccanismi che agiscano direttamente sulla memoria, le loro capacità di migliorare l’umore tendono indirettamente a portare ad una migliorata capacità di concentrazione e di benessere.

Può sembrare paradossale, ma vari studi confermano l’ipotesi che una persona che soffre d’ansia, agitazione o insicurezza, avrà delle prestazioni cognitive migliori se assume un leggero sedativo rispetto ad uno stimolante, e viceversa. 

Sebbene ciò sembri controintuitivo, tutta la ricerca scientifica dell’ultimo secolo ci indica che la memoria e i processi cognitivi sono strettamente collegati alle emozioni e lo stato mentale dell’individuo.

In particolare, secondo la legge di Yerkes-Dodson, esiste un livello ottimale di stimolazione, diverso da persona a persona, il quale non deve essere né troppo elevato da causare ansia e agitazione, ma nemmeno così basso da provocare distrazioni e inattenzione. Quindi, ad esempio, assumere quantità elevate di caffeina o altri stimolanti prima di un esame (una situazione universalmente ansiogena) non solo non aiuterà, ma avrà effetti decisamente negativi sulla performance. Al tempo stesso, quella stessa dose di caffeina in una situazione tranquilla (come ad esempio una sessione di studio a casa) ci aiuterà a studiare più velocemente e memorizzare meglio i concetti. Nel primo caso la sostanza ideale è un leggero ansiolitico/sedativo, nella seconda uno stimolante. Per questo motivo gli appassionati di nootropi hanno un variegato arsenale di sostanze a loro disposizione da utilizzare in base ai diversi fattori.

Chi ne fa uso e perché?

Con lo sviluppo del piracetam, altre sostanze nootrope sono state ricercate ed analizzate per il trattamento del declino cognitivo. Molti farmaci derivati dal piracetam (a cui si ci riferisce col termine “racetam”) sono stati sviluppati nella speranza che potessero apportare ancora più benefici del piracetam stesso. Ad esempio, il Phenylpiracetam (o Fenilpiracetam) gode di proprietà stimolanti sia della mente che del fisico.[5] Al contrario, l’Aniracetam funge da ansiolitico[6] e il Coluracetam da antidepressivo.[7]

Il Modafinil è un farmaco per la narcolessia, ma è stato riscoperto recentemente come alternativa meno nociva alle amfetamine. 

Fino a vent’anni fa, le sostanze cognitivo-stimolanti erano usate esclusivamente in ambiti clinici, come il trattamento dei disturbi cognitivi (demenza, Alzheimer ecc). Gli ultimi anni hanno visto una tremenda crescita dell’uso dei nootropi fra i giovani adulti con l’obiettivo di migliorare il loro rendimento lavorativo e scolastico.

Per esempio, il Modafinil (Provigil), una sostanza utilizzata per il trattamento della narcolessia, che riduce la sensazione di sonno e di fatica tramite un effetto psicostimolante, ha visto un significativo aumento d’uso fra gli studenti dei college americani, come alternativa all’Adderall (amfetamina). Il Modafinil è utilizzato per via del suo effetto stimolante che aiuta a concentrarsi su un singolo compito per periodi di tempo prolungati e senza gli effetti collaterali e la dipendenza tipici delle amfetamine o il metilfenidato. [8]

Dove dovrei iniziare?

Per chi è appena agli inizi, consigliamo di provare il Piracetam o il Noopept, due nootropi molto comuni, ben testati e assolutamente sicuri. Per il Piracetam avrai bisogno, tuttavia, di una prescrizione del medico. Per informazioni più dettagliate vieni a trovarci sul nostro gruppo Facebook.

Se sei pronto a fare il primo passo e sperimentare le sostanze nootrope, non farti intimidire dallo studio richiesto. Non c’è nessuna “bacchetta magica” che aumenterà la tua intelligenza all’istante senza alcuno sforzo. Studiare i nootropi ti aiuterà non solo a migliorare la produttività e le prestazioni cognitive, ma anche a capire meglio il funzionamento del cervello e dell’organismo.


Il primo passo da compiere prima di assumere smart drugs è certamente quello di studiare tutti i principali meccanismi di azione, inclusi i recettori coinvolti (colinergici, dopaminergici, glutammatergici, GABAergici ecc). 

Tentare un qualsiasi approccio senza tali conoscenze potrebbe finire catastroficamente come armeggiare con il kernel di un sistema operativo senza capire come funziona. Il miglior modo per cominciare è sicuramente quello di studiare i nootropi classici, i racetam, e capire come funzionano. Il passo successivo è quello di studiare i recettori dell’acetilcolina (il neurotrasmettitore dell’apprendimento), come funziona e com’è prodotto in modo endogeno. Per ciò ti consigliamo il nostro articolo sull’acetilcolina e la colina.

Una delle cose più importanti è sapere come utilizzare correttamente queste sostanze. Sebbene sia stato detto che i nootropi sono “sicuri come il sale”, anche un’ingestione eccessiva di sodio non è salutare. Prima di assumere qualsiasi sostanza informati sulla dose e il metodo di somministrazione, e introduci nuove sostanze solo dopo che esse siano state testate in isolamento. Comincia assumendo sempre la dose minima effettiva e fai un allergy test: assumi, cioè, ~1 mg (o meno, se è un composto molto attivo) di ogni nuova sostanza introdotta. Per le sostanze che hanno una dose attiva elevata, per esempio il Piracetam, inizia con una dose più alta, come 400 mg.

Inoltre, non dimenticare di effettuare cicli (es. assumere data sostanza per 30 giorni e poi interrompere l’assunzione per altri 30) in modo da avere ben chiara la tua baseline — lo stato mentale e fisico di riferimento, in assenza di variabili esterne —, e ridurre la tolleranza. 

.. Si può continuare la lettura QUI



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