domenica 1 settembre 2013

Italia - Nazione Biologica

Gianni John Tirelli

L’Italia à uno fra i pochi paesi al mondo in grado di rendersi autonoma, in virtù di alcune prerogative ed eccellenze che la rendono unica fra tutti.

La sua ubicazione geografica al centro del mediterraneo, la varietà del territorio e del clima, il patrimonio storico e culturale, gli 8000 km di coste, la molteplicità delle sue tradizioni, l’artigianato, la cucina, l’arte, le sue foreste e montagne, il suo patrimonio idrico, il calore umano dei suoi abitanti, e più in generale, l’unicità della sua bellezza, sono tutti elementi che ci inducono a considerare la seria possibilità di liberarci da ogni altro soggetto esterno di natura economica/finanziaria e politica, che non solo condiziona, ma che ci pone in uno stato di subalternità e di dipendenza rispetto ad altri stati, che non possono in alcun modo competere con noi, per risorse naturali e storiche.

Come possiamo noi italiani, vivere da poveri, quando calpestiamo il suolo di uno fra i paesi più ricchi e straordinari della terra, per tutti i motivi sopra elencati? 
Quale altra nazione europea (per restare nei paraggi), può concorrere con l’Italia e vantarsi di una tale e così straordinaria eredità? 

Dimentichiamoci del debito, dello spread, del pil, di banche, finanzia, e della Germania! Una guerra che non potremo mai vincere! Lasciamo invece che questa terra dia il meglio dei suoi frutti, delle sue potenzialità e capacità!
Non abbiamo niente da importare – abbiamo tutto e di più! ..


Chiudiamo i battenti al mondo per fare ciò che veramente sappiamo fare, e lasciamo ad altri quel lavoro sporco di cui tanto vanno fieri....

Dichiariamoci dunque “NAZIONE BIOLOGICA”, per liberarci da migliaia di fabbriche fumanti, malsane e inquinanti. Chiudiamola con la globalizzazione dei mercati e delle merci, per commercializzare i nostri di prodotti limitandoci alla quantità che siamo in grado di produrre e di consumare, o in caso di esportare. Consumiamo il nostro olio, il nostro vino, le nostre arance. 

Liberiamo le strade dal caos, dal fumo e dal frastuono di migliaia di camion, mezzi pesanti e affini che come una giostra impazzita si muovono avanti e indietro senza sosta e ragione per assecondare i bisogni effimeri di un consumismo demenziale e schizofrenico.

Il mare è la nostra via di commercio – una opportunità che non abbiamo mai voluto cogliere, per dare in pasto il nostro territorio agli appetiti di multinazionali e gruppi di potere, che sulla nostra pelle hanno costruito le loro perverse fortune. 

Basta con le scorie e i rifiuti tossici dispersi in ogni dove, e con tutto ciò che mette a rischio la nostra salute, la qualità della vita dei nostri figli, e ipoteca il loro futuro.

Va fatta pulizia, adesso, perché questo nostro paese torni a splendere di quella luce che un tempo, come un faro, illuminava il mondo. 

E perché Dio ci perdoni di tutte le ferite che gli abbiamo inferto per dare forma alla nostra eccezionale stupidità.

Milioni di turisti si riverserebbero sulle nostre coste, sui laghi, fiumi, valli e montagne, ed altrettanti in coda per gli anni a venire.
Perché questa è la realtà!

Questo è il prossimo futuro: luoghi incontaminati dallo sterco industriale, dove l’acqua scorre pura dalla sorgente fino al mare, dove l’aria profuma di fiori e di terra, e dove il cibo e il vino ci raccontano la storia di questo grande paese.

Dobbiamo pertanto renderci autonomi, auto/sufficienti, liberi – e va fatto ora, riconvertendo industria in agricoltura biologica, tecnologia in artigianato, e lavoro in passione. 

In questo modo possiamo aspirare alla felicità e prendere consapevolezza dei veri bisogni e diritti dell’uomo.

Un tale ipotetico paese, susciterebbe l’invidia generale, e a breve, molti altri ne seguirebbero l’esempio.

2 commenti:

  1. E ognuno di Noi dovrebbe essere il Portavoce di questa Italia bella, libera e naturale, cambiando fin da ora anche noi le nostre abitudini sbagliate e modificandole fin da ora, senza aspettare che qualcuno dall'alto decida al posto nostro cosa sia giusto fare.

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  2. Il senso di responsabilità perduto!
    Giustissimo :)

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