martedì 31 luglio 2012

Minority Report: dal cinema il futuro entra nella vita di tutti i giorni

New York - Si chiama realta' aumentata e lo scrittore visionario Philip K. Dick ne aveva gia' descritto e raffigurato gli elementi principali nella novella 'The Minority Report', nel 1956. L'unico errore del celebre autore di fantascienza e' stato quello di sottovalutare i progressi della tecnologia.

Tra poco, molto prima del 2054 in cui e' ambientata la storia distopica, si potra' incominciare a utilizzare le mani e scorrere tra filmati e immagini proprio come avviene nel film - addatamento cinematografico dell'opera di Dick - di Steven Spieglberg con Tom Cruise protagonista.

La realta' aumentata sta per prendere piede nelle nostre vite e verra' utilizzata con la stessa normalita' con la quale oggi si utiizzano sugli smartphone gli strumenti di geolocalizzazione e altre applicazioni e software interattivi fino a qualche anno fa impensabili.

L'interfaccia prodotta dallo scienziato John Underkoffler viene promossa dal gruppo americano Oblong Industries come un modo immediato di scorrere da un video all'altro. Il software, che supporta un archivio di dati e filmati enorme, sara' di grande utilita' per i servizi di intelligence e le forze di polizia. La speranza e' che le similitudini con Minority Report si fermino qui e non venga introdotto il programma di detenzione preventiva illustrato nel film del 2002.

Il software e' in grado di creare conferenze video durante le quali i partecipanti potranno condividere sullo schermo sia dati sia filmati presenti nei loro dispositivi portatili - tra cui smartphone e tablet - con una certa maneggevolezza...


"Crediamo fermamente che il futuro dell'informatica sia multiuso, a piu' schermi e a piu' dispositivi", ha detto all'agenzia stampa AFP il direttore generale dell'azienda Usa Kwin Kramer, aggiungendo che "questo sistema aiuta a guadagnare tempo nelle presentazioni professionali e non". La parte fondamentale del software e' proprio l'interfaccia che consente di impartire comandi con il gesto di una mano - bastera' indossare un guanto - che il gruppo di Los Angeles chiama l'ambiente operativo spaziale "g-speak".

Oblong ha stretto contratti con multinazionali del calibro di Boeing, General Electric e Saudi Aramco, con l'obiettivo di ottenere un aiuto per analizzare enormi quantita' di dati.

Firmato inoltre un accordo con Audi per portare l'interfaccia del comando gestuale nei computer montati sulle vetture della casa automobilistica.

Il gruppo californiano ha potuto contare sugli investimenti di venture capital giunti da Foundry Group, Energy Technology Ventures e Morgan Stanley Alternative Investment Partners.

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