«Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodistruzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese»
- Dietrich Bonhoeffer -
Per Bonhoeffer la stupidità non è un deficit intellettivo, ma un fenomeno morale e sociale.
Le persone stupide non sono necessariamente ignoranti: spesso sono istruite, competenti, perfino brillanti. La stupidità nasce quando l’individuo rinuncia al pensiero autonomo.
1. La stupidità come prodotto del potere
Secondo Bonhoeffer, la stupidità aumenta quando cresce il potere esterno.
Non è l’errore a renderci stupidi, ma la sottomissione mentale.
2. Lo stupido non è persuadibile
Ed è qui il punto più inquietante.
Lo stupido non ascolta argomenti, non verifica i fatti, non dubita, si offende se contraddetto.
Non perché non capisca, ma perché non vuole capire. La sua identità è ormai fusa con l’idea che difende.
Per questo, dice Bonhoeffer, discutere con uno stupido è inutile e pericoloso.
3. La stupidità è più pericolosa del male
Il male può essere riconosciuto, denunciato, combattuto. La stupidità no.
Lo stupido giustifica il male, lo normalizza, lo esegue senza coscienza. Non si sente responsabile, perché “tutti fanno così”, perché “lo dice l’autorità”, perché “è evidente”.
È l’ingranaggio perfetto.
Bonhoeffer scrive dal cuore del nazismo, e lo dice senza ambiguità: interi popoli possono diventare stupidi.
Non perché siano inferiori, ma perché rinunciano alla responsabilità individuale, delegano il giudizio, scambiano l’obbedienza per virtù.
La stupidità diventa allora un fatto di massa, non un’eccezione.
5. Non si cura con l’istruzione
Altro punto scomodo: più informazione non significa meno stupidità.
Se manca il coraggio di pensare, se manca la libertà interiore, l’istruzione diventa solo un megafono del sistema.
6. L’unica via d’uscita
Bonhoeffer è brutale ma lucido:
Non è l’istruzione a liberare dalla stupidità, ma la liberazione interiore.
Solo chi recupera responsabilità, coscienza, capacità di dire “no”, può tornare a pensare davvero.
Fonte: www.facebook.com
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Dietrich Bonhoeffer era un leader cristiano tedesco che si unì al movimento di resistenza contro il nazismo. E non solo, salì alla ribalta nella sua opposizione alle politiche antisemite di Hitler.
Fu incarcerato e accusato di cospirazione, dopo che si scoprì che aiutava gli ebrei a fuggire in Svizzera. Nel 1945 fu portato nel campo di concentramento di Flossenbürg, il 9 aprile vi fu giustiziato, poche settimane prima della caduta di Berlino.
Restano la sua eredità, le sue riflessioni sul totalitarismo e una teoria senza tempo.
Restano la sua eredità, le sue riflessioni sul totalitarismo e una teoria senza tempo.
È quella che ricorda che gli ignoranti, con la loro passività e scarso giudizio, lasciano la porta aperta alla fatalità.
Per approfondire: lamenteemeravigliosa.it
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