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martedì 4 febbraio 2025

Tracce…indizi…(d’amor). L’impromettibile

  
“Si possono promettere azioni, ma non sentimenti. Chi promette a qualcuno di amarlo sempre…promette qualcosa che non è in suo potere”
(Friedrich Nietzsche, “Umano troppo umano”, aforisma 58)

L’amore, innescato da una forza emotiva profonda, ha quindi assai poco a che fare con un lucido sguardo. 

Scaturisce da esigenze profonde, ma inconsce. Prende ed avvince, ma è confuso. Crede con forza, ma è esposto a molteplici rischi.

Perciò chiede sempre anche rassicurazione costante.

In un turbinio di pensieri, parole e discorsi, nella volontà di salvaguardare sé stesso cerca e invoca quindi costantemente segni appropriati che caccino i dubbi.

E’ qui che Amore si evolve: il necessario ancoraggio al reale diventa progetto di frequentazione con l’oggetto desiderato, nel rischio, ora reale, dell’apertura a conoscere, in cui è però avanzata anche richiesta di sincerità nella promessa di fedeltà alla cosa in cui esso consiste ...

martedì 29 giugno 2021

Complottisti e anticomplottisti


Per quanto ne sappiamo, l’uomo è l’unico animale in grado di proiettarsi mentalmente nel futuro.  

Molti animali agiscono in vista di necessità future, ma – si presume – senza immaginare se stessi nel futuro. Anche l’animale in pericolo che si rende conto di rischiare di morire, reagisce sempre ad una sollecitazione presente e immediata, mentre fino a pochi secondi prima poteva sentirsi tranquillo e al sicuro.

Non accade così all’uomo, del quale è tipica la capacità di pensarsi oltre il suo orizzonte immediatamente percepito. Questo comporta per lui il fardello esistenziale più grande, ossia la coscienza del proprio dover morire, che di norma si realizza, però, in modo consistente e profondo solo con l’età adulta, mentre da giovani si aggira facilmente il pensiero della propria morte o addirittura si ‘flirta’ con esso proprio perché non se ne sono ancora pienamente colti gli aspetti profondamente distruttivi sul piano psicologico, cui non vi è antidoto davvero efficace se non l’adozione di una prospettiva in un qualche senso religiosa, metafisica o comunque spirituale.

A ciò si aggiunge il fatto che il progressivo venire a conoscenza della iper-complessità del sistema di relazioni in cui viviamo e dell’interdipendenza dei fattori che determinano le nostre esistenze, anziché spingerci ad affrontare la vita con maggior sicurezza, ha l’effetto di scoraggiarci e paralizzarci, sottraendoci – almeno come soggetti individuali – la convinzione di poter agire in modo incisivo e non velleitario almeno sul nostro microcosmo sociale ...