I neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. L’Unione Europea ha respinto il provvedimento, pur votato dalla maggioranza relativa degli Stati membri.
I neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. L’Unione Europea ha respinto il provvedimento, pur votato dalla maggioranza relativa degli Stati membri.
A votare per il bando ai neonicotinoidi che uccidono le api (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) sono stati i rappresentanti dei governi di 13 Stati dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Polonia e Belgio tra gli altri), che rappresentano però solo la maggioranza relativa.
In Italia esiste un divieto temporaneo limitato però alla sola concia delle sementi.
Evidentemente l’industria del settore ha fatto una lunga, ed efficacissima, azione di lobby ed è mancata la necessaria maggioranza qualificata. Nove i Paesi contrari al divieto e cinque gli astenuti. Eppure già il rapporto dell'Efsa aveva giudicato pericolosi i tre pesticidi. Ora però la Commissione può elaborare una nuova proposta o sottoporre l'attuale a un più alto organo di rappresentanza degli Stati membri. “La maggioranza dei Paesi UE, Italia compresa, ha votato a favore del bando ai tre pesticidi killer delle api.
L'evidenza scientifica è chiara, i neonicotinoidi costituiscono un problema per gli insetti impollinatori e non solo se utilizzati come rivestimento delle sementi. Ora l'Italia e la Commissione Europea non devono piegarsi alla pressione di aziende quali Syngenta e Bayer” ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura di Greenpeace...
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lunedì 18 marzo 2013
giovedì 15 novembre 2012
Ecco alcuni crimini della Bayer
L'ape Maia grida vendetta
Un’inchiesta che non ti aspetti, anni di silenzio durante i quali il PM Raffaele Guariniello della Procura di Torino ha studiato il fenomeno della moria di API ed ha appena concluso l’indagine incriminando la Bayer e la Syngenta rispettivamente produttori e distributori di potenti pesticidi a base di clothianidina. I principi attivi di questi pesticidi mandano in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti. Le api non riescono così a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa.
L’accusa è danni al patrimonio zootecnico nazionale. Negli anni duemila metà delle api sono scomparse e già in altri paesi la Bayer potentissima multinazionale tedesca, leader in più settori (salute, agricoltura, polimeri, chimica) con vendite stimate oltre i 30 miliardi di dollari è stata chiamata in causa.”Secondo il Centro di ricerca sulle piante coltivate, 29 su 30 api esaminate erano morte dopo essere entrate in contatto con la sostanza incriminata, che insieme all’imidaclopride viene usata nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais(aggiungo i vigneti e agrumeti). I due insetticidi vengono esportati in 120 paesi, con il risultato che la Svizzera si è ritrovata con il 25% di api in meno, e l’Italia, la Germania e la Francia con metà delle api morte; in Francia, dove l’imidaclopride è vietata dal 1999 e l’approvazione della clothianidina è stata appena respinta, in dieci anni sono morte 90 miliardi di api, con un calo della produzione di miele attorno al 60%).
Il fenomeno si è registrato anche negli Stati Uniti con proporzioni ancora più catastrofiche: 60-70% di api morte.”E proprio negli Stati Uniti si palesa la capacità corruttiva del gruppo grazie ad una nota interna[4] dell’EPA, resa pubblica da WikiLeaks, la quale conferma che l’Agenzia Ambientale statunitense EPA, ha ignorato gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati, in aperta collusione con la Bayer, per autorizzare illegalmente la clothianidina, l’insetticida che ha consentito così al colosso della chimica di realizzare un business di 183 milioni di € (circa 262 milioni di $) nel solo 2009...
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