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mercoledì 8 marzo 2023

Etiopia: scoperta ‘fabbrica’ di ossidiana di 1,2 milioni di anni fa

 
Una specie sconosciuta di umani apparentemente padroneggiava l’ossidiana, qualcosa che si pensava fosse accaduto solo nell’età della pietra.

Forgiata nel magma e in grado di produrre le lame più affilate sulla Terra, l’ossidiana è senza dubbio uno dei materiali più tosti mai immaginati. 

Il vetro vulcanico nero corvino è anche estremamente delicato e pericoloso con cui lavorare, e non è stato dominato dagli umani fino all’ultima parte dell’età della pietra… o almeno così pensavamo. 

Riferendo sulle ultime scoperte dal sito archeologico di Melka Kunture in Etiopia (gennaio 2023 - N.d.C), un team di ricercatori ha descritto la scoperta di un laboratorio di ascia di ossidiana all’interno di uno strato di sedimenti datato a 1,2 milioni di anni fa. Questo rappresenta un esempio incredibilmente antico di modellatura dell’ossidiana e, secondo gli autori dello studio, è l’unica fabbrica di asce mai datata al Pleistocene inferiore. 

“I siti [archeologici] descritti come ‘laboratori di abbattimento’ sono registrati solo nella seconda metà del Pleistocene medio e finora solo in Europa”, scrivono i ricercatori. Situati prevalentemente in Francia e nel Regno Unito, i più importanti laboratori di ascia dell’età della pietra erano tutti associati alla creazione di lame di selce. 
“In generale, l’ossidiana è ampiamente utilizzata solo dall’età della pietra media in poi”, scrivono gli autori dello studio. Tuttavia, nel corso degli scavi, il team si è imbattuto in un antico strato di sedimento contenente un deposito di 578 strumenti di pietra, tutti scolpiti nell’ossidiana tranne tre ...

mercoledì 5 agosto 2020

Il Vesuvio esploderà?

"Il Vesuvio all’improvviso esploderà con una potenza mai vista”.

Giugno 2012: Una previsione sconvolgente quella del prof. Flavio Dobran della New York University, che non può passare inosservata e sotto silenzio.
Viene la pelle d’oca a leggere l’ipotetico scenario che potrebbe venirsi a creare, e visto che nei secoli scorsi si sono verificate potenti eruzioni, capaci di fare migliaia di morti in uno scenario in cui la densità demografica era nettamente inferiore, c’è davvero poco da scherzare.

Per l’Etna parlano da sole le immagini rabbiose diffuse dalle televisioni di mezzo mondo ad ogni eruzione. Nella vicina base Usa di Sigonella sono state accumulati ordigni atomici, in violazione del Trattato internazionale di non proliferazione nucleare. Che succederà? Altrettanto inquietanti, ma sottovalutate, sono le proiezioni riferite all’apparentemente tranquillo collega napoletano. Gli esperti si confrontano sull’eventualità di un’ora X per l’eruzione. Rischierebbero la vita almeno un milione e mezzo di persone nell’area napoletana. Ma è meglio non farlo sapere all’opinione pubblica.

Ha le idee chiare il professor Flavio Dobran docente della New York University. Qual è la previsione dell’esperto americano? “All’improvviso il Vesuvio che sonnecchia dal 1944, esploderà con una potenza mai vista. Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere. Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo e una temperatura di 1000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani”. Il tutto in appena 15 minuti.
Uno scenario catastrofico? Semplicemente un’ipotesi documentata, frutto di accurati studi, da non sottovalutare...