Intanto esistono anche i lati positivi, e di questo tratta l'articolo che riporto qui sotto.
Il segreto è nella distanza del punto di osservazione: vicino al proprio centro per quanto riguarda se stessi e nello stesso tempo molto ampio per quanto riguarda la realtà "esterna" osservata.
Non ci si può deprimere quando si vede più chiaramente ciò che succede, nel negativo e nel positivo. La comprensione procura un senso di leggerezza e di limpidezza che, invece di paralizzarci e rinchiuderci nella paura, ci dona nuova energia per agire.
Invece di cadere nella rabbia o la disperazione, che sono emozioni spesso inutili e controproducenti (benché talvolta inevitabili), una crescente consapevolezza di se stessi e della realtà del mondo circostante ci regala una serenità che ci consente di agire (scelta libera), e non solo di re-agire (automatismo).
Un'umanità che si rassegna a vivere nella paura, l'odio e la sottomissione piuttosto che nell'azione responsabile, nell'amore e in libertà, dovrebbe fermarsi un attimo e fare il punto.
Una specie che si ritiene intelligente ma che trova un illusorio rifugio nell'ignoranza e nell'indifferenza, grossolanamente ma efficacemente compensate con beni materiali - spesso poco più che gadget tecnologici - e che distrugge poco a poco un habitat naturale con il quale una parte di essa sta perdendo il contatto, ignorando o sfruttando la parte restante che ancora tenta di viverlo, non potrà certo campare eternamente.
E io lo scrivo anche per me stessa. Per tenerlo ben presente ..
Catherine
C’è sempre un lato positivo nelle cose, e vale sempre la pena scoprirlo, senza rimanere in balia di eventi che cercheremo di allontanare, e che finiremo per giudicare.
Non abbiamo scampo, e quando pensiamo di averlo, forse non siamo supportati da una coscienza che ci mostri la reale portata di ciò che stiamo vivendo ...
