Visualizzazione post con etichetta insegnamento a distanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta insegnamento a distanza. Mostra tutti i post

domenica 8 settembre 2024

Education sotto attacco, Italia peggio della media mondiale

Gli attacchi in Italia contro il settore education superano del 53,2 percento la media mondiale. C’è molto lavoro da fare. 

L’imminente ritorno sui banchi di scuola riaccende i riflettori sulla sicurezza cyber nel settore education. Parliamo di un’area che nel 2024 è stata la più colpita a livello globale, con una media di 3.086 attacchi per organizzazione a settimana, in crescita del 37% rispetto al 2023. L’elemento più preoccupante riguarda l'Italia, dove la media settimanale di attacchi ha raggiunto quota 4.730, superando del 53,2% la media mondiale.

I dati provengono dal report di Check Point Research che si focalizza proprio sugli attacchi contro il settore dell’istruzione registrati fra gennaio e luglio 2024, ottenuti analizzando analizzato l’intera infrastruttura globale del settore education. 

Il risultato è scontato: scuole e università sono particolarmente vulnerabili agli attacchi cyber...

lunedì 6 aprile 2020

C’è una pandemia e la scuola non era esattamente 'pronta'

L’emergenza coronavirus ha rimesso al centro dell’attenzione una delle categorie professionali più bistrattate da pubblico e critica: esatto, gli insegnanti. Mai come in questi giorni, in cui sempre più persone si trovano chiuse in casa coi loro figli, gli insegnanti sono al centro dei loro pensieri. 

Cosa stanno facendo, perché non si fanno vivi, perché non coinvolgono il mio ragazzo in una videoconferenza di tre-quattro ore sui logaritmi. Sono già arrivati i compiti? Mio figlio li ha già fatti, non saranno troppo pochi? (Notate, i genitori ideologicamente avversi ai compiti in casa sono completamente spariti dall’orizzonte del dibattito più rapidamente dei no-vax. Non è consolante, torneranno: sono stagionali come certi virus, e forse più tenaci).

Gli insegnanti fanno quel che possono, che non è sempre abbastanza.
Probabilmente in questi giorni avete sentito parlare in tv o alla radio di docenti smart che già da settimane organizzano videocorsi interattivi on line e somministrano e correggono verifiche digitali a distanza. Ecco.

La maggioranza non è così – il che non vuol dire che non si stiano dando da fare. Molti che non erano preparati all’emergenza, ora stanno cercando di lavorare da casa sui supporti digitali, e di conseguenza stanno impazzendo. Improvvisamente tentano di usare le piattaforme digitali che gli editori scolastici hanno realizzato negli ultimi anni. I rappresentanti avevano garantito che fossero facili da usare.
Magari in una situazione normale sarebbero davvero facili da usare, ma indovina: non è una situazione normale, e i server dei principali editori scolastici italiani non stanno reggendo il colpo ...