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venerdì 21 novembre 2025

Masochismo religioso - soffrire per guadagnarsi il paradiso e la stima altrui


Le autopunizioni corporee a sfondo religioso sono atti di egoismo? Si tratta di cibi per lo spirito, o di soddisfazioni perverse della carne? O tutt'e due le cose?
Catherine


Per due millenni l’asceta è stato esaltato per l’esemplare forza di volontà e l’eroismo: ma a torto. In realtà costoro erano caratteri apatici, sottosviluppati, frigidi, con la sensibilità disturbata, per i quali un controllo macerante era più agevole e la cui astinenza non era affatto espressione di virtù, spiritualità o energia.

Il casto, l’autoflagellatore, l’asceta da sempre glorificato dal clero, non è l’energico uomo tutto d’un pezzo, l’eroe dominatore di sé, ma un debole ideologicamente raggirato, un piccolo e bigotto ricettore d’ordini, casto non per spinta interiore ma per suggestione esteriore. Nietzsche definisce gli asceti “asini molto robusti”, e ” in tutto e per tutto il contraltare di uno spirito energico”.

La salesiana francese Marguerite Marie Alacoque (1647-1690), la quale sosteneva che “solo il dolore rende sopportabile la vita”, si incise il monogramma di Gesù sul petto, e se la ferita guariva troppo in fretta, la bruciava di nuovo con una candela. A volte beveva solo acqua usata nel lavaggio dei panni, mangiava pane ammuffito e verdura marcia, e puliva con la lingua il vomito dei pazienti ..