Francesco Salistrari.
Che l’epoca in cui viviamo sia un’epoca straordinaria, ormai è chiaro.
Il mondo vive una crisi economica talmente profonda da essere considerata da molti esperti ancora peggiore di quella del 1929 che portò il mondo alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale. E le tensioni internazionali odierne, non lasciano certo presagire nulla di buono. Basta dare uno sguardo un po’ meno superficiale alle dinamiche in atto in Medioriente o in Africa, alle rivolte dei paesi maghrebini, alla Nigeria, al Mali. Solo per fare alcuni esempi.
Il mondo è in subbuglio.
E la crisi economica non è che lo specchio di uno sconquasso sociale, politico e militare che rischia di esplodere completamente.
La notizia di oggi, che Papa Benedetto XVI abdica dal Soglio Pontificio, è l’ennesima riprova della gravità di questa crisi profonda che investe il mondo da un capo all’altro. Perché aldilà di qualsiasi considerazione sulla salute del Pontefice (cosa peraltro perfettamente logica, vista l’età), la scelta di abdicare proprio in questo momento e all’inizio di un anno così importante per una svariata serie di ragioni, fa molto pensare.
La cosa che mi lascia sgomento è proprio che in una situazione del genere il Pontefice abbandoni il suo posto di comando nelle gerarchie ecclesiastiche e si faccia da parte, probabilmente per lasciare posto ad una figura politica di più alto spessore. Evidentemente il Vaticano, in questo momento, non può permettersi una “vacatio” così determinante. Questo lascia pensare che la situazione sia davvero complicata...