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domenica 11 agosto 2019

Il caso Charles Manson. Le cose mai dette.

di Paolo Franceschetti

1. Il caso in sintesi. 2. I dubbi, le lacune e le assurdità della ricostruzione ufficiale. 3. La simbologia del caso Manson. 4. Il caso Manson e il caso Bestie di Satana. 5. Il caso Manson e altri delitti celebri.

1. Il caso in sintesi

La mattina del 10 agosto del 1969 in una villa di Bel Air a Los Angeles, al numero 10050 di Cielo Drive, vengono ritovati i corpi di 5 persone, orrendamente massacrati. Si tratta di persone note nel mondo degli affari e dello spettacolo: Sharon Tate (moglie del regista Roman Polanski) uccisa con diverse coltellate mentre era incinta di 8 mesi; Abigail Folger, figlia di un magnate dell’industria e il suo amante Voityck Frykowski; Jay Sebring, un parrucchiere di fama internazionale; e un giovane studente capitato lì per caso, Steven Parent.

Il giorno dopo un’altra coppia viene trovata orrendamente massacrata con modalità analoghe: Leno LaBianca e Rosemary LaBianca.

Le vittime vengono accoltellate decine di volte (Rosemary LaBianca 41 volte, Leno 12, oltre ad avere una forchetta infilata nel ventre e un coltello alla gola, e alcune di esse hanno il cranio sfondato). La profondità delle ferite è eccessiva (13 centimetri) e la larghezza anche (3 o 4 centimetri) tanto da far supporre che non sia stato usato un coltello ma un altro tipo di arma non identificata.

L’analogia tra i due delitti, oltre che per l’efferatezza di essi, sta nella scritta “Pig”, vergata con il sangue delle vittime, che viene ritrovata nella stanza della strage. Per la precisione, a casa Polanski viene rinvenuta la scritta “Pig”, a casa LaBianca la scritta “death to pig”.

Nessuna traccia, nessun indizio, nessun sospetto per diverse settimane ...

martedì 6 novembre 2018

Il delitto Pasolini: il movente esoterico

di Stefania Nicoletti

"Salò", l'ultimo film di Pier Paolo Pasolini, descrive i meccanismi e i rituali delle organizzazioni segrete a cui appartengono i personaggi che detengono il potere.


1. Premessa

«I destinati a essere morti ti insegnano
a non splendere. E tu splendi, invece.»

– Pier Paolo Pasolini, 1975 –

Quest’anno ricorre il 40° anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Scelgo di pubblicare questo articolo proprio il 2 novembre, giorno della morte del grande intellettuale.

Nel 2008 scrissi un articolo dal titolo “Il delitto Pasolini. Siamo tutti in pericolo”: http://petalidiloto.com/2008/05/il-delitto-pasolini-siamo-tutti-in.html

Analizzai tutte le cose che non quadravano nella notte del delitto e nelle indagini della polizia: le prove inquinate, le bugie del reo confesso Pino Pelosi, la rapida chiusura del processo. Affrontai poi il movente e i mandanti, da rintracciare nelle ricerche che Pier Paolo Pasolini stava compiendo sull’Eni, su Eugenio Cefis e sulla morte di Enrico Mattei; ricerche che fece poi confluire nel romanzo “Petrolio” uscito postumo. Ricerche che gli sono costate la vita.

Ma, come ben sa chi legge questo blog, spesso il movente del delitto di un personaggio scomodo non è uno solo, ma sono più moventi insieme, che non si escludono a vicenda ma anzi sono complementari, come sono complementari gli interessi e le entità che vogliono la morte di un determinato personaggio inviso al sistema. Nel caso di Pasolini, uno dei moventi è quello che scrissi in quell’articolo, ma non è l’unico. Ce n’è uno più occulto ed esoterico, che però riguarda sempre le organizzazioni di potere di cui ci occupiamo sul blog.
In questo articolo analizzerò le novità degli ultimi anni, e infine cercherò di spiegare qual è – a mio parere – la ragione più occulta per cui è stato ucciso Pasolini, oltre al movente già illustrato nel 2008...