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sabato 8 aprile 2023

Società, malessere esistenziale e violenza

Intervista al professor Guido Brunetti
di Anna Gabriele

Il caso di un’ex studentessa che ha sparato in una scuola di Nashville negli Stati Uniti, uccidendo 3 bimbi e 3 adulti ripercorre una dinamica tragicamente identica ad altri numerosi episodi, lasciando una infinita scia di disperazione e di dolore. 

“E’ un incubo - ha dichiarato il presidente Joe Biden -, dobbiamo fare di più contro la violenza”. 

Si tratta di un fenomeno complesso che approfondiamo con il professor Guido Brunetti, autore di numerosi libri e saggi nel campo delle neuroscienze, della psichiatria e della psicoanalisi, il quale è stato molti anni fa tra i primi in Italia con il professor Giovanni Bollea, il padre della neuropsichiatria infantile, a pubblicare un documento sul processo di violentizzazione a livello mondiale in corso nella società ... 

venerdì 3 febbraio 2012

L'immagine come arma di controllo emozionale


Federico Povoleri

Il recente e interessante dibattito sul video di Emmanuel Kelly che canta “Imagine” al programma televisivo X-Factor, ha evidenziato in modo esemplare l'efficacia della propaganda nel colpire le persone creando stati emotivi che spengono il pensiero critico scavalcando la razionalità e sui quali si costruiscono opinioni e idee. Lo ha fatto utilizzando (e quindi permettendoci di vedere in azione) una delle armi propagandistiche per eccellenza: “L'immagine”. Nel caso specifico: la sequenza di immagini in movimento con tutta la loro grammatica cinematografica.Il potere che possiede una fotografia o una sequenza di immagini in movimento, di comunicare una quantità enorme di informazioni, la maggior parte delle quali non vengono analizzate dal nostro cervello ma arrivano direttamente a colpire il nostro subcosciente creando gli stati d'animo più diversi, è enorme. Probabilmente pochi di noi si rendono conto di questo anche se tutti ci emozioniamo, ci spaventiamo, versiamo lacrime o ci sbellichiamo dalle risate al cinema.Si dice che un'immagine valga più di mille parole e non c'è nulla di più vero; una fotografia tocca il nostro immaginario ma per sua stessa natura è ingannevole: ci mostra infatti una rappresentazione della realtà e non la realtà oggettiva. Noi però abbiamo la tendenza a confondere le due cose e riteniamo verosimile ciò che stiamo osservando.Del resto, come osserva Gustav LeBon, le folle pensano per “immagini” e non si lasciano influenzare dai ragionamenti: “L'apparenza ha sempre un ruolo più importante della realtà” ...