Se oggi con Photoshop è possibile costruire filmati UFO e spacciarli per autentici, altra cosa è essere autori e rei confessi della truffa del secolo (scorso) e continuare a vivere felici e indenni da ripercussioni giudiziarie. Non ci sarebbe giustizia a questo mondo se le cose andassero così e Santilli e Shoefield la dovessero far franca, considerando che sono 12 anni che su questo argomento ho nel cassetto un libro che inizia a sembrare “la storia infinita” e che non sono in grado di terminare per la semplice ragione che: il caso non è chiuso, né risolto, a dispetto di quello che dicono Pinotti e soci. A cui rode il fegato per non essere mai arrivati alla soluzione e, proprio per questo, dopo averla cavalcata alla grande, l’hanno bollata come falsa. Opportunismo a vagonate che però, nella storia che sto per raccontare, non deve interessare.
A giudicare dalle espressioni sorridenti stampate sulle facce di Ray Santilli e Gary Shoefield che appaiono in un’intervista inserita in un dvd-documentario sull’Autopsia Aliena prodotto dalla Reality Entertainment e commercializzato da circa due anni negli USA, nuove cose da dire ci sarebbero. Innanzitutto, che Santilli e Shoefield seppur furbi, si smentiscono, incespicano e si rialzano nel raccontare una verità che fa acqua da tutte le parti. Una verità che il duo certamente conosce, ma che solo in lui, Ray Santilli, l’ufologia mondiale vede il responsabile di una truffa di portata colossale. Facciamo un parallelo. Come fama, il filmato in 16 millimetri della cosiddetta “Autopsia Aliena” (AA) è secondo a mio avviso solo a quello in 8 millimetri girato da Abraham Zapruder sulla Dealey Plaza di Dallas il 22 Novembre 1963, quando l’esecuzione di John Fitzgerald Kennedy a tiro incrociato ad opera di un gruppo di cecchini fu ripresa in tutta la sua crudezza. I 26 secondi a colori del filmato di Zapruder mostrano immagini indiscutibilmente reali.
Hanno fatto la Storia...
