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sabato 23 luglio 2022

Effetti nascosti dei pesticidi utilizzati nei campi

Una ricerca mostra come i pesticidi possano provocare danni comportamentali, cognitivi e fisiologici a impollinatori e tanti altri animali benefici per l’uomo.

Uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Science of the Total Environment (1), condotta da un team di ricercatori e ricercatrici coordinati da Simone Tosi, docente e ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino ha indagato sugli effetti collaterali dei pesticidi utilizzati nei campi coltivati. 
Secondo lo studio sono noti gli effetti subletali (capaci cioè di causare danni patologici o biologici, ma non la morte) su insetti impollinatori e tanti altri organismi benefici, solo del 29% dei pesticidi diffusi nell’ambiente.

Questi pesticidi inoltre, vengono spesso diffusi nell’ambiente contemporaneamente insieme a tanti altri, creando di fatto dei cocktail chimici che amplificano esponenzialmente i danni sugli animali. 

La ricerca dimostra come ad oggi la comunità scientifica non sia a conoscenza degli effetti collaterali causati dal 99% delle possibili combinazioni di pesticidi utilizzati nei campi coltivati ...

lunedì 18 aprile 2022

La sacralità delle Api

L'ape è da sempre investita del più profondo ed inspiegabile mistero, agli occhi degli antichi era una messaggera, che “viaggiava sui sentieri della luce” portando con sé i messaggi che gli uomini inviavano agli Dèi.

Le api sono allevate da migliaia di anni per la produzione del buon miele, ma i loro favi venivano depredati già da tempi molto più antichi dell'avvento dell'apicoltura come fonte primaria di cera assai usata nella fabbricazione di candele. 

Nell'antico Egitto i rimandi simbolici alla luce e al colore dorato del miele fecero dell'ape un insetto solare, nato dalle lacrime del Dio Sole "Ra". Quando le sue lacrime caddero a terra, vennero trasformate in api che costruirono arnie e produssero miele. Ciò fece sì che la cera d'api venisse onorata come sacra e che le candele fatte con la cera d'api venissero usate unicamente dai capi spirituali.. E' noto che la cera era usata dagli egizi anche per la mummificazione. 
E' curioso, però, notare che il termine "mummia" non è di origine egizia; esso deriva dall'arabo "mum" o "moum", cioè la cera con cui i figli del Nilo impregnavano le fasce nelle quali avvolgevano i cadaveri, ma che pure i Persiani e gli Sciiti adoperavano per ricoprire i loro morti, al fine di impedirne la decomposizione ...

mercoledì 10 giugno 2015

Perché i vegani non mangiano il miele?

Le api sono preziosissime perché hanno un ruolo chiave nel mantenimento  dell'equilibrio del pianeta e la sopravvivenza di tutte le creature, compreso l'essere umano. Da alcuni anni si ipotizza che le nostre amiche siano in pericolo. Probabilmente non sono gli allevamenti stessi a minacciare la loro esistenza bensì l'uso smodato di alcuni pesticidi, ma vediamo perché alcune persone non consumano il miele.
Catherine


Molte persone si stupiscono quando vengono a sapere che i vegani non mangiano il miele. Solitamente la scelta vegan viene fatta per motivi principalmente etici, dunque quando un vegano scopre che anche dietro alla produzione del miele vi è sofferenza, è naturale optare per eliminare anche il miele dalla dieta.

Un aspetto che credo sia da chiarire riguarda il fatto che le api non producono il miele per noi umani, come le mucche non fanno il latte per noi e nemmeno le galline fanno le uova per noi animali umani. Ma al di là di questo, esiste anche una motivazione più forte per non usare il miele ed è legato al fatto che le api oltre ad essere sfruttate come fossero oggetti a nostra disposizione (il che non è), vengono anche sottoposte a sofferenza fisica per la produzione del LORO miele.

Ecco perché i vegani non mangiano il miele, anche se in realtà esistono diverse ragioni per cui chi ha fatto la scelta vegan non lo consuma ...

venerdì 20 settembre 2013

I girasoli “mutanti” e le api muoiono ...

Scene da film horror nei campi ..

L’immagine delle api morte o morenti sui fiori di girasole è tratta da un video girato quest’estate che documenta una morìa imponente verificatasi in provincia di Fermo: oltre che nelle Marche, altre sono avvenute in Molise e Puglia. Sembrano scene di un film dell’orrore. Cos’è successo, uso irresponsabile di insetticida su un campo in piena fioritura?
Macché.

Ho parlato al telefono con Marco Panella, presidente dell’Unaapi (Unione nazionale associazione apicoltori italiani): i principali indiziati, a suo avviso, sono le nuove varietà di girasoli “mutanti” – sementi approvate dall’Unione Europea e lecitamente immesse in commercio da poco tempo – e l’uso, anch’esso lecitissimo, dei diserbanti.

Blogeko – lo sapete, amici lettori – è molto affezionato alle api, che stanno morendo in tutti i Paesi ove si pratica agricoltura industrializzata.

E’ molto affezionato alle api perché dall’impollinazione che esse effettuano dipende buona parte del nostro cibo; inoltre le api che muoiono sono solo il segno più evidente della scomparsa di tante piccole vite selvatiche cui poco si bada. 

Le sorti delle api, insomma, mostrano come le nostre campagne stanno diventando un deserto...

lunedì 18 marzo 2013

Api: niente divieto per i pesticidi killer

I neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. L’Unione Europea ha respinto il provvedimento, pur votato dalla maggioranza relativa degli Stati membri.

I neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. L’Unione Europea ha respinto il provvedimento, pur votato dalla maggioranza relativa degli Stati membri.

A votare per il bando ai neonicotinoidi che uccidono le api (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) sono stati i rappresentanti dei governi di 13 Stati dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Polonia e Belgio tra gli altri), che rappresentano però solo la maggioranza relativa.

In Italia esiste un divieto temporaneo limitato però alla sola concia delle sementi. 

Evidentemente l’industria del settore ha fatto una lunga, ed efficacissima, azione di lobby ed è mancata la necessaria maggioranza qualificata. Nove i Paesi contrari al divieto e cinque gli astenuti. Eppure già il rapporto dell'Efsa aveva giudicato pericolosi i tre pesticidi. Ora però la Commissione può elaborare una nuova proposta o sottoporre l'attuale a un più alto organo di rappresentanza degli Stati membri. “La maggioranza dei Paesi UE, Italia compresa, ha votato a favore del bando ai tre pesticidi killer delle api.

L'evidenza scientifica è chiara, i neonicotinoidi costituiscono un problema per gli insetti impollinatori e non solo se utilizzati come rivestimento delle sementi. Ora l'Italia e la Commissione Europea non devono piegarsi alla pressione di aziende quali Syngenta e Bayer” ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura di Greenpeace...