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lunedì 16 settembre 2024

Veicoli Volanti nei Testi Antichi

Il concetto di veicoli volanti non è esclusivamente moderno, ma ha radici che affondano in antiche tradizioni e testi di diverse culture. 


I veicoli volanti descritti in questi testi spesso presentano caratteristiche che sembrano anticipare le tecnologie moderne, benché siano espressi in un linguaggio mitologico, poetico o simbolico. 

Questo saggio esplorerà alcuni di questi veicoli, esaminando il loro significato etimologico e linguistico, e confrontandoli con le tecnologie odierne ...

mercoledì 8 aprile 2020

Levitazione acustica: un’antica “tecnologia” ritrovata?

Nel mare d’informazioni in cui ci troviamo immersi e nel quale spesso annaspiamo, ci sono notizie straordinarie che passano in secondo piano con una facilità estrema. Come è successo, ad esempio, con la scoperta di un nuovo metodo di levitazione acustica “in movimento”. 

L’esperimento, descritto sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, è stato sviluppato dal gruppo di ricerca del Politecnico di Zurigo, guidato dall’italiano Daniele Foresti.

Le proprietà del suono, come la pressione esercitata dalle onde acustiche, erano già state sfruttate per mantenere in aria piccoli oggetti , ma si è sempre trattato di levitazione statica. Daniele Foresti, invece, è riuscito a manipolare e muovere piccole quantità di oggetti solidi e liquidi, senza alcun tipo di contatto con altri strumenti.
Evitando così interazioni o contaminazioni come quelle che avvengono in chimica e nella produzione di farmaci.
Per “muovere” gli oggetti sospesi il ricercatore italiano ha utilizzato “tanti levitatori, l’uno vicino all’altro, come per far passare la palla da uno all’altro, guidando in questo modo il movimento di un oggetto”.

Sfruttando le vibrazioni del suono è dunque possibile levitare, trasportare in aria e ruotare oggetti di qualsiasi materiale con una sezione fino a 7 millimetri, senza limiti di lunghezza.

Il levitatore può muovere gocce di leghe metalliche fuse, che possono essere mescolate insieme per formare nuovi materiali oppure per l’incapsulamento del solido-liquido. Oppure si può eseguire la trasfezione del DNA (inserimento di materiale genetico nelle cellule) evitando in questo modo problematiche che insorgono con le tecniche tradizionali.

La levitazione acustica non l’abbiamo di certo inventata noi, – afferma Daniele Foresti- strumenti per la levitazione acustica, ossia l’utilizzo di onde sonore per mantenere in aria piccoli oggetti, esistevano da decenni”.
E’ possibile allora che fin dai tempi più remoti la levitazione acustica fosse conosciuta e sperimentata? ...

mercoledì 18 settembre 2019

Il “disco genetico” di 6000 anni fa, mistero irrisolto

Quello che segue è ben lontano da ciò che si trova nei libri scolastici e nei libri di storia moderna.
Esiste un’altra archeologia, non molto nota al pubblico di massa.


Non è mia intenzione tessere qualsiasi cospirazione.
Tuttavia è un dato di fatto, che molte delle grandi scoperte archeologiche fatte nel corso degli ultimi decenni non sono mai state presentate al grande pubblico sulle riviste di settore e difficilmente lo hanno fatto i media.

Questo contestato campo dell’archeologia è stato coniato come “Archeologia Proibita” e tratta di artefatti conosciuti come (Oopart) “Artefatti fuori luogo”, cioè fuori tempo (secondo la cronologia storica ufficiale riguardo l’evoluzione tecnologica dell’uomo)
Il punto è che stiamo costantemente ri scoprendo noi stessi, la nostra origine e la storia.

Uno tra i più misteriosi artefatti è il disco genetico (Genetic Disc)

Molto credito va al signor Klaus Dona, ricercatore indipendente che per primo rese pubblica l’immagine del disco.

Ha trascorso più tempo sul campo lui che molti acclamati archeologi accademici.
Dedica i suoi giorni, a parte il suo lavoro principale, come curatore d’arte, cercando di far luce tramite la ricerca di molti altri manufatti del genere ...

mercoledì 14 gennaio 2015

Gli antichi peruviani sapevano ammorbidire la roccia? Il mistero di Sacsayhuamán

Quando si osservano le gigantesche costruzioni megalitiche che l'impero Inca si è lasciato alle spalle, subito balza agli occhi l'incredibile precisione con la quale sono stati posizionati i blocchi di pietra, alcuni dei quali pesanti più di 150 tonnellate.

Come ha potuto una civiltà tanto primitiva realizzare delle opere architettoniche così precise?

Nella sierra sud del Perù, a più di 3400 metri di altitudine, si trova Cuzco, l’antica capitale dell’Impero Inca.

Qui è possibile osservare una delle realizzazioni architettoniche più sconcertanti dell’archeologia sudamericana: la Calle Hatun Rumiyuq, la strada che va dalla piazza de Armas fino al Barrio de San Blas.

La via è costeggiata da un’incredibile muraglia in pietra realizzata a secco, utilizzando una serie di massi accuratamente tagliati per combaciare perfettamente uno accanto all’altro. I massi corrispondono così perfettamente che nella fessura tra l’uno e l’altro non è possibile inserire nemmeno uno spillo ...