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lunedì 10 marzo 2025

Si possono fare molti soldi dicendo alle persone sane che sono malate

Così inizia un articolo scritto per il “Britisch Medical Journal” da un giornalista scientifico, un medico di base e un professore di farmacologia clinica, il cui titolo esplicita l’argomento: "Vendere malattie: l’industria farmaceutica e il mercato della malattia".
Gli autori dimostrano, con numerosi esempi, che c’è una costante azione, da parte dell’industria farmaceutica, di medicalizzazione della società, al fine di allargare il mercato.

Lo studioso della Sanità Gianfranco Domenighetti così descrive le strategie di allargamento del mercato messe in atto dall’industria e dagli altri anelli della rete.
“Anticipazione della diagnosi, screening e altre procedure assimilabili, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano temporale della vita. Abbassamento della soglia tra normalità e patologia, che tende ad estendere il dominio della vita sul piano quantitativo. Attribuzione della qualifica di patologico a condizioni esistenziali comuni, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano qualitativo”. 
La promozione dello screening rappresenta probabilmente “il più grosso business per creare nuovi ammalati”, scrive Domenighetti.

Tipico è lo screening per il PSA (l’antigene prostatico specifico), che è stato proposto a tappeto in Europa e negli USA a maschi cinquantenni, anche in buona salute, con effetti nulli sul controllo della mortalità per tumore alla prostata, con molti effetti negativi derivanti dalla diffusione ingiustificata della chirurgia della prostata e con molti effetti positivi per i produttori dei test e dei farmaci...

giovedì 25 agosto 2022

Allarme microplastiche nel sangue

 
Minuscoli frammenti di plastica dispersi nell’ambiente che possono finire nel sangue ed entrare in circolazione nel corpo umano. 

Quella che prima era soltanto un’ipotesi di laboratorio è stata dimostrata recentemente da una ricerca condotta nei Paesi Bassi e coordinata dalla Vrije Universiteit di Amsterdam. 

I risultati, pubblicati sulla rivista “Environment International”, sono stati ottenuti dal gruppo di lavoro guidato dal Professor ed ecotossicologo Dick Vethaak e in cui figurano anche, tra gli altri, Heather Leslie e la chimica Marja Lamoree, nell’ambito del progetto Immunoplast.

Una scoperta che, per quanto gli effetti sulla salute umana siano ancora sconosciuti, merita certamente approfondimenti, in particolare sul possibile passaggio dei frammenti di plastica dal sangue agli organi. Insomma, un tema di grande interesse, al quale Assidai ha deciso di dedicare un approfondimento ad hoc, sempre nell’ottica di fornire ai lettori e agli iscritti al Fondo di assistenza sanitaria integrativa una panoramica completa sul mondo della salute e sulle possibili forme di prevenzione delle principali patologie croniche e non ...