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giovedì 6 marzo 2014

E’ ora di sfatare un mito! Il “Latte Sano” fa bene o male?

Certo, ci vuole coraggio ad affermare che il latte sano dell’adorata mucca (cosi amato sin dall’infanzia, ritenuto un alimento essenziale per la crescita nel corso dei nostri primi anni di vita, importante fonte di nutrimento in età adulta e successivamente indispensabile per il mantenimento d’ossa sane nella terza età) sia in realtà un alimento da evitare se si vuole salvaguardare la propria salute.

Ebbene si! Oramai, sono innumerevoli gli studi clinici, epidemiologici, le pubblicazioni scientifiche di ricercatori di tutto il mondo a fare chiarezza su questo argomento e insieme cercheremo di capire se è arrivato il momento di sfatare un mito, oppure no?!

Analizzando la composizione del latte vaccino nei suoi costituenti principali, vediamo che è costituita da una componente principale l’acqua, da una parte proteica per il 3-3.5%, zuccheri per il 4.8-5%, lipidi dal 3,5-4% oltre che da minerali, vitamine, enzimi ed altre sostanze.

Tutti gli alimenti in forma liquida quindi il latte in primis, per minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi patogeni, quali batteri, funghi e lieviti devono essere pastorizzati, conservati in condizioni tali da limitare lo sviluppo di tali microrganismi.

La pastorizzazione è un processo termico, generalmente condotto a temperature variabili fra i 54° C ed i 70° C per tempi fra i 20 ed i 30 minuti. Tale pratica oltre a compromettere parte del contributo nutrizionale di tale alimento, quali vitamine, minerali, distrugge tutte le componenti enzimatiche presenti ed indispensabili per la digestione ed il metabolismo delle caseine, la componente proteica del latte vaccino. Gli enzimi, che vengono distrutti con la pastorizzazione, sono gli elementi preposti a scindere le proteine in amminoacidi, cioè i nutrienti di cui il nostro organismo necessità. Però la mancanza degli enzimi atti a scomporre le suddette proteine fa si che, la nostra mucosa intestinale si lasci attraversare da frammenti di 7 o 8 aminoacidi ancora incatenati assieme ... 

martedì 30 ottobre 2012

The China Study: il ruolo dell'alimentazione nella genesi delle malattie

The China Study, di T.Colin Campbell e Thomas M. Campbell, è il risultato di uno studio epidemiologico durato 27 anni e finalizzato ad indagare la relazione tra alimentazione e genesi delle malattie. Si tratta di una ricerca che conferma alcune delle tesi fondamentali da sempre sostenute dalla medicina naturale.

Dopo molti anni di lavoro dedicato al settore salute e alimentazione di Macro Edizioni e dopo aver visto nascere e fatto circolare molti libri che hanno preparato nella società un 'terreno' fertile e ricettivo a una nuova concezione di salute integrale, è davvero con grande piacere e soddisfazione che ho curato l'edizione italiana di questo testo che è destinato a far parlare di sé molti scienziati, medici e nutrizionisti nei prossimi anni.

The China Study contiene il riassunto di uno studio portato avanti con grande serietà e rigore scientifico per quasi un trentennio da importanti personalità del mondo accademico e istituzionale statunitense e cinese. Esso conferma inesorabilmente il punto di vista sull'alimentazione e sulla salute divulgato dai libri di alimentazione naturale e igienista negli ultimi vent'anni.

Finalmente abbiamo la dimostrazione epidemiologica che un regime dietetico che abusa di proteine animali influisce in modo determinante sulla genesi di molte patologie anche degenerative e gravi come il cancro, il diabete e le malattie cardiovascolari. Anzi. Lo Studio Cina (e altre ricerche prese in considerazione, e a supporto, nel libro) arriva a consigliare un consumo minimo di proteine animali o addirittura la loro completa eliminazione.

Le correlazioni dieta-malattia sono illustrate molto bene nel testo, con tanto di grafici e convenzioni di statistica medica assunte. Un metodo rigoroso assolutamente indiscutibile e che dovrebbe finalmente spingere molti medici e dietologi a discuterne e a prenderne atto. È un testo monumentale che, lo dico subito, ritengo sia stato un dovere pubblicare.

È uno studio di un'ampiezza e una complessità enorme, che sta sollevando un vero polverone intorno alle medicine convenzionali in tutto il mondo...