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lunedì 20 agosto 2018

Libri storici apocrifi

Alcuni testi, pur pretendendo di raccontare eventi "storici", in realtà sono apocrifi, cioè estremamente tardivi e considerati non ispirati dalla maggior parte delle chiese cristiane.

Sono fioriti nella cosiddetta "epoca intertestamentaria", cioè nei secoli che intercorrono tra l'epoca maccabaica e quella del Nuovo Testamento, e per lo più si tratta di testi appartenenti, come il libro di Daniele, al genere apocalittico, dal greco "Rivelazione".

I "Cieli chiusi"

Tra il II secolo a.C. e il I d.C. il Giudaismo produsse una letteratura immensa, oggi conosciuta come apocalittica. Per comprendere i motivi della genesi di quest'immensa produzione letteraria bisogna tenere presente che, in quel periodo, il Giudaismo era politicamente sconfitto, soggetto prima ai regni ellenistici e poi all'impero romano; inoltre, il profetismo era cessato (Malachia è uno degli ultimi profeti che ci ha lasciato il suo testo di predizioni) ed era nato il mito negativo dei "Cieli chiusi": lo Spirito santo, cioè, non era più disceso su nessun capo o profeta in Israele dopo il ritorno definitivo dall'esilio. E, secondo la credenza comune, senza Spirito santo per Israele non esisteva più la possibilità di una storia; teoricamente, Israele non esisteva nemmeno più. È in questo contesto di pensiero che l'autore di1 Maccabei, di fronte ai mali nazionali che seguirono la morte di Giuda Maccabeo, scrive (9, 27):

« Infierì allora in Israele una tale oppressione che non se ne era verificata una simile dal giorno in cui non si erano più visti profeti » ...