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venerdì 13 settembre 2019

Quella esposta al Louvre non è la Gioconda "La vera storia della Signora di Lo'bardia"

di Riccardo Magnani

Lago di Lecco, giugno 2019

La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, forse il più celebre dipinto realizzato da Leonardo da Vinci che attira milioni di turisti tutto l'anno nelle sale del Louvre di Parigi, non è quella esposta al celebre museo francese.

Non sto dicendo che la versione esposta di quest'opera iconica ed enigmatica della pittura mondiale sia un falso. 
No.

Sto proprio dicendo che quel dipinto che tutti al mondo conoscono non è la Monna Lisa, descritta dal Vasari nel Le Vite, né tantomeno quella che in un documento del 1525 che elenca i beni di Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, viene per la prima volta menzionata come la Honda.

Si tratta proprio di un altro quadro.

"Nessuna cosa si può amare, né odiare, senza piena cognizion di causa", scriveva Leonardo in uno dei suoi innumerevoli scritti, e mai monito fu più azzeccato ...

sabato 10 dicembre 2016

Finalmente svelati i segreti di Leonardo da Vinci. Il genio fuori di metafora

Intervista a Riccardo Magnani

Riccardo Magnani, nato a Lecco nel 1963, si laurea in Economia e Commercio. E' uno dei più affermati studiosi di Leonardo da Vinci e del Rinascimento.

- Riccardo Magnani,
come
 interpreta l'ultima rivelazione che vorrebbe lo sfondo della Gioconda di Leonardo da Vinci legata alla sua città, quella di Lecco, a motivo della somiglianza con il ponte Azzone Visconti?
Catherine 


- Intendo fare un po’ di chiarezza su quanto affermato in questi ultimi mesi in merito ai paesaggi che farebbero da sfondo alla Gioconda di Leonardo da Vinci, che qualcuno vorrebbe essere toscani, qualcuno umbri, altri ancora del pavese se non addirittura pugliesi.

“Nessuna cosa si può amare, né odiare, se non si ha piena cognizion di quella” scriveva Leonardo in uno dei molteplici codici a lui riconducibili, sparsi nei musei di mezzo mondo, e mai affermazione fu più azzeccata in associazione alle infinite amenità che si scrivono in merito alla sua eredità artistica.
Da anni mi dedico allo studio di Leonardo da Vinci e al suo legame con il nostro territorio, e l’ipotesi da me avanzata di un collegamento tra la città di Lecco e il sommo artista è nota ormai da diversi anni. Quello che è meno noto, sono le motivazioni storiche e culturali che hanno indotto Leonardo a indicare i paesaggi lecchesi nelle proprie opere; sì, al plurale.

Speculazione vuole, infatti, che ci si soffermi spesso a indicare un collegamento o con il ponte raffigurato, in questo caso individuato dal ponte Azzone Visconti di Lecco, oppure con la presunta identità della Mona Lisa stessa, insistendo dunque su una lettura puntuale e mai di carattere sostanziale, di quella che è l'opera forse più famosa di Leonardo da Vinci, la Gioconda, ignorando oltretutto totalmente il fatto che la maggior parte delle opere e dei disegni di Leonardo ritraggono la cittadina che fa da contrappunto al ramo comasco del Lario...