David Rosenhan è uno psicologo che insegna alla Stanford University quando nel 1973 decide di intraprendere uno degli esperimenti più rivoluzionari nella storia della sua disciplina.
L’obiettivo che Rosenhan voleva raggiungere era dimostrare non soltanto la fallacia delle diagnosi psichiatriche e l’inadeguatezza del metodo utilizzato per farle ma anche la pericolosità dell’etichettamento derivato dal ricevere una valutazione psichiatrica da parte delle istituzioni “competenti”.
Per questo selezionò otto volontari. Ognuno di loro dopo aver telefonato per prendere un appuntamento si presentò in una struttura ospedaliera lamentando di sentire delle voci nelle mente che gli dicevano “vuoto”, “cavo” e “inconsistente”. A parte questa bugia, un nome e una professione di fantasia, gli otto non diedero altre informazioni false.
Risposero ad ogni domanda sul proprio stato di salute, sulla propria famiglia, sulle proprie esperienze raccontando esclusivamente fatti ed emozioni reali. Fatti ed emozioni già esaminati da Rosenhan e ovviamente valutati come non patologici ...
