Visualizzazione post con etichetta Borsa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Borsa. Mostra tutti i post

martedì 15 dicembre 2020

Nel silenzio generale, l’acqua è stata quotata in borsa per la prima volta nella storia (e potrà essere oggetto di speculazione)

 
L’acqua è oro e ora non è solo un modo di dire: il bene più prezioso potrà essere oggetto di speculazione finanziaria. 

Come preannunciato a settembre, infatti, l’acqua è quotata in borsa e dunque il suo prezzo oscillerà come accade alle materie prime come appunto l’oro.
E così, mentre in Italia votiamo perché l’acqua resti un bene pubblico, nel mondo si pensa a quotarla in borsa.

Lo riferisce il CME Group che ha tracciato le prime previsioni di mercato basate sul Nasdaq Veles California Water Index

Una notizia che avremmo voluto vedere in prima pagina su tutti i giornali, e di cui invece i media stanno parlando fin troppo poco, considerando la sua gravità per l’umanità tutta.

L’acqua scarseggia: uno studio pubblicato proprio un anno fa ha mostrato come montagne e ghiacciai di tutto il mondo non riescano più a stoccare e immagazzinare l’acqua per colpa della crisi climatica, e come questo porterà in pochi anni ad una vera e propria emergenza idrica planetaria con quasi due miliardi di persone che moriranno di sete, letteralmente ...

sabato 12 gennaio 2013

Finanza non credibile: mezzo milione di errori a Wall Street

Fabrizio Goria

436.702 incidenti. È questo l’impressionante numero di errori, dal 2008 a oggi, rilevato nella notte da Bats, la terza più grande piattaforma di negoziazione borsistica statunitense.
Colpa di un modello di pricing, cioè di formazione del prezzo, che si è rivelato pieno di bachi. Una sconfitta per la società il cui acronimo è, per uno strano gioco del destino, Better Alternative Trading System. Una sconfitta, soprattutto, per tutti i clienti istituzionali di Bats che si fidavano della società. Una sconfitta per i mercati finanziari.

La vicenda ha del paradossale. Bats è il terzo operatore di Borsa negli Stati Uniti, nonché uno dei primi per l’High-frequency trading (Hft). Un colosso che era sul punto di quotarsi nello scorso marzo. L’Initial public offering (Ipo) fallì miseramente, provocando una reazione piuttosto irritata degli altri operatori finanziari. La storia è semplice. Il debutto sull’indice Nasdaq di Bats era fissato a 16 dollari per azione. Dopo pochi istanti dall’apertura delle contrattazioni il titolo crollò fino a zero. «Un Flash crash che non era facile prevedere», diranno poi i vertici di Bats, che ha poi ritirato la quotazione. In seguito è emerso che, a seguito di una massiva serie di errori tecnici che colpirono anche Apple, non fu possibile arginare la situazione. I vertici della piattaforma finanziaria diedero anche colpa ad alcuni fondi hedge dotati di sistemi Hft, gli stessi offerti da Bats. Ironia della sorte...