lunedì 9 febbraio 2026

Il grande freddo

Il clima geopolitico è caldissimo e mentre Zelensky delira in compagnia degli europei, armi russe e specialisti cinesi affluiscono in Iran per dare una calorosa accoglienza all’armata di Trump. 

Assistiamo anche al triste spettacolo di un anziano in mimetica, un ammiraglio che non ha mai fatto un guerra, che straparla di attacchi alla Russia: che ci volete fare è l’andropausa, c’è chi si fa la treccia e gira in moto con la giacca di pelle e chi invece con cuore di drago e testa completamente cava, si diletta a battaglia navale. 

Però il clima meteorologico è parecchio freddo. 
Mosca ha registrato la nevicata più intensa degli ultimi 203 anni e in Nord America ci sono ancora centinaia di migliaia di cittadini senza elettricità a causa di nevicate e freddo eccezionale. Per duemila chilometri dall’Arkansas al New England, si stende una coltre di neve di oltre un metro che ha abbattuto alberi e linee elettriche, mentre il panorama generale anche negli stati del Sud è costituito da scuole chiuse, voli cancellati, studenti che ritornano alla didattica a distanza come a New York. Peggio che a Kiev...
 

E anche il centro Europa è attanagliato dal freddo, tanto che in Germania e Austria è stato lanciato l’allarme per le tubature che potrebbero gelare e rompersi. 

Qui si intrecciano le due narrazioni cruciali per il nostro continente, quella della guerra alla Russia che si dice vittoriosa ad onta di ogni evidenza e quella climatica del riscaldamento catastrofico dovuto alla CO2. 

Entrambe queste “idee guida” del globalismo portano centinaia di miliardi nelle tasche delle oligarchie finanziarie: che siano i mulini a vento o i cannoni, i consigli di amministrazione godono, tanto pensano di essere invulnerabili.

Naturalmente entrambe queste narrazioni sono false 

Già nel 2025  un inverno leggermente più freddo, sia in Centro Europa che in Nord America,  è stato seguito da una primavera altrettanto fredda. Ma i media mainstream non se ne diedero per inteso, sostenendo che era solo “sembrato” più freddo, ma che in realtà maggio era il terzo mese più caldo degli ultimi dieci anni. Tanto chi è che va a controllare? 

Tuttavia, a ottobre, è caduta, prematuramente, parecchia neve nel nord europeo e si sono misurate  temperature sotto lo zero. Che accade? 
Tutto questo è stato previsto con precisione dal professor David Dilley, basandosi su cicli solari e oceanici noti che si ripetono per diversi decenni. 

In conclusione, il picco del riscaldamento globale è stato superato nel 2024, con il massimo del ciclo solare di Schwabe, e ora seguirà una fase di raffreddamento più lunga, probabilmente della durata di circa 50 anni. 
Già cinque  anni fa, proprio su questo blog, ho parlato dell’eccezionale massimo solare durato 44 anni (quattro cicli di 11 anni) e il passaggio invece a un lungo e profondo minimo previsto, iniziato appunto alla fine del 2021. 

Hunga Tonga - la porzione di vapore acqueo ha prodotto un’azione schermante nei riguardi della radiazione infrarossa uscente riemessa dalla Terra, comportando un piccolo riscaldamento in troposfera. (L'articolo: meteobook.it)

Gli effetti non sono stati immediati, anzi il fatto che il vulcano Hunga Tonga nel 2022 abbia immesso nell’atmosfera il 13 per cento in più di vapore acqueo ha creato un breve riscaldamento i cui effetti vanno passando. Qui a potete vedere una tabella con le quantità di vapore acqueo improvvisamente saliti nel 2022: 


Ora, bisogna sapere che il vapor d’acqua produce di gran lunga il maggior effetto serra, più del 70% del totale (ma secondo un buon numero di scienziati va oltre il 90%) e la sua quantità media (ad eccezione delle aree desertiche) costituisce mediamente il 4% dell’atmosfera terrestre, mentre la CO2 ne costituisce solo lo 0,04 (di cui un solo ventesimo dovuto alle attività antropiche), ovvero una quantità 100 su questo  volte minore. Ma si dirà, gli effetti si sommano. 
Non è proprio così, la capacità di assorbimento del vapore acqueo delle radiazioni di ritorno, ovvero quelle che rimbalzano sulla superficie terrestre, riguardano le stesse lunghezze d’onda assorbite della CO2, salvo una piccola parte di onde lunghe intorno ai 15µm. 
È come se foste investiti da un camion che ha nel cassone una bicicletta e diceste di essere stati investiti da una bici.

Però gli attivisti del clima hanno sfruttato tutti gli eventi meteorologici insoliti per promuovere una narrazione politicamente accettabile e predefinita, che peraltro fa molto comodo ad amministratori corrotti per aggirare le loro responsabilità e la loro poca cura ecologica. 
Niscemi è l’ultimo caso, ma se ne trovano di simili in tutto il mondo occidentale e ahimè moltissimi in Italia. 

Ma i grandi cambiamenti avvenuti dal 2023 non possono essere spiegati da cause antropiche, poiché tali cambiamenti, se si verificano, sono piccoli, regolari e visibili solo nel lungo periodo. 

Il motivo per cui la climatologia in generale non è riuscita a raccogliere la sfida della scoperta negli ultimi anni è dovuto a un forte pregiudizio di conferma, oltre ovviamente ai benefici di finanziamenti e carriera che porta l’aderire a certe tesi prefabbricate. Tuttavia vorrei far presente che la narrazione nel suo insieme non coinvolge tanto l’ambiente scientifico in sé, quanto le burocrazie governative o al soldo di privati come l’Ipcc o l’ufficio meteo britannico che continua a fornire le temperature di circa 100  siti che non esistono più da anni, le quali privilegiano certe tesi rispetto ad altre a seconda delle parole d’ordine della politica. E sono le uniche fonti dell’informazione cui guarda il mainstream.

Sta di fatto che, come dicono parecchi scienziati, ci avviamo verso un periodo di freddo più che di caldo e le misure adottate nell’ambito della “transizione energetica” per ridurre le emissioni di CO2 si ritorceranno contro di noi in modo spettacolare. 

Quando fa molto freddo, le pompe di calore diventano delle vere e proprie divoratrici di energia, poiché si ghiacciano e possono riscaldare solo elettricamente. Anche le auto elettriche hanno scarse prestazioni in climi freddi, mentre le pale eoliche diminuiscono e di molto la loro efficienza con le basse temperature. 
Insomma consumeremo il triplo dell’energia di prima, mentre avremo speso migliaia di miliardi in mulini a vento e pannelli solari che costituiscono comunque una fonte di energia inaffidabile. 
E per giunta adesso cominciano a mostrare effetti negativi, sia per la fauna che per l’agricoltura che per le temperature stesse che si alzano in prossimità delle pale. Ma, ne sono certo, ci verrà detto dai colpevoli che la responsabilità è nostra: come avete potuto credere davvero alle nostre narrazioni?
Fonte: ilsimplicissimus2.com

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