giovedì 16 novembre 2023

Mi hanno rapinato ...

 
 - Che vuol dire che t’hanno rapinato?

- Eh, che vorrà mai dire, stavo camminando per strada, uno se n’è uscito con un coltellino e m’ha detto di dargli tutti i soldi che avevo.
- E tu?
- E io che? Glieli ho dati, che dovevo fare? Questo era armato.
- Quanto t’ha preso?
- Eh trecento euro.
- Azzo. Brutta. Mi spiace. E dov’è successo?
- Milano.
- Be’, vabbè, Milano ci sta.
- Cosa?
- No, dico, ci sta. Milano trecento euro, ci sta.
- Ci sta che? Cosa stai dicendo?
- Dico che per una rapina a Milano, trecento è nel range.
- Ma nel range di che?
- Della spesa. Che zona eri?
- Zona Duomo.
- E allora dai, zona Duomo, per forza. Trecento è pure poco.
- Dici?
- Ma certo, per una rapina in Duomo ti prendono anche quattrocento, quattrocentocinquanta euro.
- E come mai?
- È Milano.
- E quindi? ...


- C’è la metro, ci sono un sacco di servizi. Capitale finanziaria.
- Sì, ma m’hanno rapinato.
- Ma no che non t’hanno rapinato, scemo. A Rovigo ti rapinano, a Latina ti rapinano, a Reggio Calabria ti rapinano. E lì magari ti pigliano cinquanta, settanta euro. A Milano no.
- Ah no?
- No. Perché a Milano non è una rapina. È un’esperienza.
- Sì?
- Certo, tu hai vissuto un’esperienza. E l’esperienza si paga.
- Ma è stata un’esperienza di merda.
- Perché non sei avvezzo. Non cogli le sfumature.
- Tipo?
- Per esempio, il tizio che t’ha rapinato di che nazionalità era?
- Italiano.
- Ecco, e abbiamo già il Made in Italy. Una risorsa preziosa che va tutelata. L’olio evo, la pasta di grano duro, la burratina dop…
- Ha detto che m’ammazzava.
- E te l’ha detto nella lingua di Dante, te l’ha detto facendoti sentire a casa. Stava davanti a te?
- Sì.


- Chilometro zero. E con cos’è che ti minacciava? Un taglierino?
- Un coltello.
- Sono i dettagli, la cura, l’attenzione. Un taglierino son buoni tutti. Un coltello implica un progetto, un’idea, una visione. T’ha sfregiato?
- No.
- Il portafoglio te l’ha ridato?
- Sì.
- Customer care.
- Quindi?
- Quindi la lama di pregio, lasciarti i documenti, piccoli gesti, ma danno un senso a quella spesa che tu così a caldo reputi esosa. Oh, devi pure considerare che questo non è uno che rapina cinquanta persone al giorno, non è un matto scocciato. Questo è uno competente, un professionista. Due, al massimo tre clienti scelti con cura. Con cui lui crea un dialogo. Una connessione.
- Puzzava di vino e pesce marcio.
- Erano forse acciughe del mar Cantabrico?
- Non so, forse.
- Lo vedi? Ingredienti scelti. Rapina gourmet. E poi?
- Non lo so… poi è stato strano…
- Perché?
- Be’, alla fine l’ho ringraziato. Non so mica perché. M'è uscito così. Gli ho detto grazie.
- Ma per forza! Hai fatto bene! Ascolta, se io voglio rapinarti ci sono due modi in cui posso farlo. Quello classico prevede che ti scippi senza che tu neanche te ne renda conto. Un borseggio veloce, un pizzo mensile, pochi soldi ogni tanto tutto l’anno, ognuno a suo modo e secondo le sue possibilità. 
Oppure posso coinvolgerti nella rapina. Posso farti vivere la rapina. Posso raccontarti che questa rapina non è solo una rapina, è un momento raro e prezioso. Posso addirittura inventarmi che una rapina così la puoi provare solo qui. In questa città, in questo quartiere, dentro questo vicolo. Che non rapino mica tutti, che il fatto che stia rapinando proprio te, significa qualcosa, che sei speciale, migliore di quelli che ho deciso di non rapinare. 
Intanto inizio a utilizzare sempre più spesso parole come tradizione, studio, innovazione, passione. Lavoro molto di pubbliche relazioni, facendo in modo di associare la rapina a concetti positivi: unicità, benessere, ricchezza, autoaffermazione, status. Implico che probabilmente non ti rapinerò mai, ma se dovesse succedere, be’ sarà profondamente significativo. Vorrà dire che sei arrivato, che sei felice. 
Prendo qualcuno di famoso, gli faccio dire che l’ho rapinato e che è stata l’esperienza più bella della sua vita. Mi piazzo strategicamente agli occhi del pubblico in modo che la mia rapina sia giustificata, dando addirittura l’impressione che ordinandoti di svuotare il portafoglio ti stia facendo un favore e che questa terribile esperienza non sia altro che un atto d’autore, forse persino d’amore. E alla fine della rapina sai cosa succede?
- Cosa succede?
- Succede che tu mi ringrazi. Tu mi ringrazi e lo racconti agli amici. E lo racconti a te stesso. E lo giustifichi, gli dai un senso, così facendo trasformi sta cosa in pratica sociale e permetti ad altri di reiterarla reinterpretata in quasi tutti gli ambiti del vivere civile finché non ti ritrovi a domandarti come mai 40 metri quadri di una città che sembra più spesso Tirana di quanto sembri Parigi, costano 1200 euro al mese.
- Ti dirò, sono un po’ scosso. Vorrei solo lasciarmi tutto alle spalle.
- Dai, ti porto da Cracco.

Fonte:
 Non è successo niente

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.